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Inchiesta su corruzione bollo auto. Coinvolto anche il Veneto

C’e’ anche il responsabile dell’ufficio Bilancio e Tributi della Regione Veneto, Lucio Fadelli, tra i 15 arrestati nell’inchiesta per corruzione sulla riscossione regionale dei bolli auto svolta dalla Procura di Torino.

  Sono stati i carabinieri di Venezia a notificare al funzionario l’ordine di custodia; l’accusa e’ associazione per delinquere e turbativa d’asta. Con lui e’ finito in manette anche un manager della societa’ Gec, al centro dell’indagine, arrestato in un albergo a Venezia.

 “Ho la massima fiducia nell’operato della magistratura. L’amministrazione regionale è pronta a collaborare in ogni modo possibile, mettendo totalmente a disposizione degli inquirenti gli atti e le informazioni in nostro possesso”. Lo sottolinea il presidente Luca Zaia in riferimento alla vicenda sulla riscossione delle tasse automobilistiche che questa mattina ha portato all’arresto di quindici persone, tra le quali un dirigente della Regione del Veneto.

“Per la gestione di questa partita – ricorda Zaia – la nostra Regione ha in essere una convenzione con la Regione Piemonte fin dal 2009. Nel dicembre 2010 la Giunta veneta ha autorizzato i dirigenti, in totale autonomia come previsto dalla legge, a espletare le procedure per la gara d’appalto”.

“Il nostro unico interesse – aggiunge il presidente – è che sia fatta massima chiarezza nel più breve tempo possibile. Per quanto mi riguarda, ciò che più conta è la totale trasparenza. E’ sulla base di questo convincimento che io stesso il 29 marzo 2012 ho segnalato alla Procura della Repubblica di Venezia un esposto anonimo che mi era stato inviato sulla vicenda”.

“La Regione del Veneto si riserva di costituirsi parte civile – ha concluso Zaia – nei confronti di chi dovesse essere ritenuto responsabile di azioni a danno della pubblica amministrazione”.

di Redazione Thiene on line