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Thiene. Il Comitato Proteggiamo Larosa sull’affare Tintess: “Comune impugni il progetto”

Il Comitato thienese Proteggiamo LaRoSa (Lampertico, Santo e Rozzampia) torna a spada tratta sulla questione Tintess. L’azienda, accusata di ‘seminare’ nell’aria vapori puzzolenti e tossici, che si è vista approvare in pieno dalla Regione Veneto la richiesta di conversione dell’impianto di recupero rifiuti speciali e l’aumento di quantità e tipo dei rifiuti stessi, è ancora punto di discussione per il Comitato nato appositamente per affrontare il ‘problema Tintess’. Con una lettera aperta, i membri del Comitato si sono rivolti all’amministrazione comunale intera, maggioranza e minoranza, per avere delucidazioni in merito al loro intervento verso i vertici regionali.

 

“Il 14 maggio scorso – scrivono dal Comitato – a seguito del parere favorevole della Commissione Regionale per la Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) riguardo al progetto di conversione dell’impianto di recupero rifiuti speciali di Tintess SpA, avevamo auspicato che tutti i soggetti che avevano espresso parere contrario al progetto, si attivassero in ogni opportuna sede per far annullare gli eventuali atti illegittimi che fossero adottati dalla Giunta regionale. L’Amministrazione si era dichiarata contraria all’aumento delle quantità e dei tipi di rifiuti da smaltire, ma questo non risulta nella delibera che compare nel sito internet della Commissione Regionale Via”.

Secondo il Comitato Proteggiamo Larosa quindi, nella delibera ufficiale non c’è traccia del fatto che gli organi competenti abbiano in qualche modo contraddetto o preso posizione in merito al contenuto del progetto, nonostante la stessa Amministrazione Comunale avesse chiesto chiarimenti il 19 febbraio 2014.

Le domande poste dal Comune di Thiene in merito all’affare Tintess riguardavano la mancata indicazione della posizione delle abitazioni e la loro distanza dalla fabbrica nelle planimetrie del progetto e l’assenza dallo Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) della Scuola Elementare Zanella che si trova vicinissima alla Tintess. Inoltre, secondo il Comitato “Viene violato il codice dell’ambiente nella parte in cui prescrive che i rifiuti speciali e industriali debbano essere smaltiti il più vicino possibile ai luoghi di produzione al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, visto che si è considerato di smaltire i rifiuti provenienti dalle concerie e non è dato sapere la provenienza e la distanza che percorrono ogni giorno gli automezzi che portano ogni giorno i rifiuti a Tintess”.

La lettere del Comitato evidenza come, viste tutte le premesse, la richiesta di conversione dell’impianto così come presentata non avrebbe meritato di essere accolta. I cittadini che risiedono nei quartieri ‘colpiti’ dalle esalazioni nel frattempo, secondo il Comitato, hanno continuato a lamentare i soliti fastidi e le emissioni odorose non sembrano essere cessate.

“Sarebbe stato meglio se la Regione avesse imposto a Tintess di risolvere il problema prima di autorizzare la conversione dell’impianto e l’aumento dei rifiuti da trattare – hanno commentato dal Comitato – Facciamo quindi appello all’Amministrazione di impugnare il progetto. Lo ha già fatto con la cava Vianelle, ottenendone il risultato voluto. Il diritto di vivere in un ambiente salubre viene prima di ogni altra cosa – hanno concluso – i tempi ora sono ristretti ma se c’è la volontà l’azione si può fare”.

 

Anna Bianchini