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Marano-Schio. Pestaggio di Alberto Ferretto, arrivano i provvedimenti

Gli indizi di colpevolezza raccolti in queste settimane di duro lavoro, da parte degli agenti della Polizia Locale di Thiene e Schio, hanno portato  la magistratura ad emettere i primi provvedimenti cautelari nei confronti della nutrita gang che sarebbe autrice del pestaggio avvenuto la notte di Halloween, alla Corte degli Aranci a Marano Vicentino, dove per poco non veniva ammazzato Alberto Ferretto.

A metà novembre l’arresto del 19enne  Karim El Moutaoukil,  ritenuto dagli investigatori  il capo del gruppo criminale, che non solo avrebbe coordinato lo  smercio di droga davanti alle scuole di Schio e per il quale era finito ai domiciliari, ma che si sarebbe reso responsabile anche di lesioni gravi in concorso, rapina di smartphone, estorsione in concorso. Dopo la custodia cautelare in carcere della ‘testa della banda’, ora le porte del centro d’accoglienza per minorenni si sono aperte per un 17enne, di cui non sono state fornite le generalità. In quanto la legge  sulla privacy parla chiaro e ne hanno  diritto coloro che non hanno raggiunto la maggiore età.

Per gli investigatori del Comandante Giovanni Scarpellini non ci sarebbero dubbi. Forte e grave il ruolo che il 17enne avrebbe avuto nell’aggressione avvenuta nel parcheggio del locale di Marano Vicentino. Lì la gang, innervosita perché non era stata fatta entrare, aveva pensato di mandare in fumo la festa di Halloween a tutti. A farne le spese Alberto Ferretto, che per un soffio non ci ha rimesso la vita.  Uno contro il branco che a suon di  calci, pugni e schiaffi, gli fecero  saltare sei denti.
Per questi fatti sono indagate 8 persone, tra le quali due ragazze appena maggiorenni. Giovani donne capaci di avere ruoli attivi durante i piani criminali del gruppo che, secondo le indagini, agirebbe con violenza inaudita e con crudeltà nei confronti delle vittime, che capitano loro sotto tiro.

Come accadde nell’ottobre scorso, quando la gang organizzò una spedizione punitiva nei confronti di un giovane che, secondo il capo della banda, si sarebbe ‘reso colpevole’ di avere aperto bocca col Comandante Scarpellini, andandogli a raccontare sul traffico di droga agli studenti. Fu un massacro, tra randellate di pugni e calci, per fargli pagare il presunto ‘tradimento’:  Al giovane ‘traditore’ non venne risparmiato alcun colpo, lasciando infine a terra in un lago di sangue e portandogli via il telefonino, quale anticipo sul prezzo da pagare per avere fatto la spia.

Le gesta della banda
Nell’informativa di reato, presentata a più riprese dagli agenti della Polizia Locale, si evince come il gruppo criminale avrebbe agito in tutto il territorio dell’alto vicentino, e non si escludono al momento ‘trasferte’, commettendo reati di ogni tipo. Dallo spaccio di stupefacenti davanti alle scuole, all’estorsione, a vere e proprie spedizioni punitive nei confronti di chi avrebbe usato spifferare i segreti del clan. Un gruppo criminale composto da minorenni e appena maggiorenni, di cui emerge una spregiudicatezza che, al momento degli interrogatori con le forze dell’ordine, viene fuori con atteggiamenti di sfida.
Adolescenti che non si intimoriscono davanti a niente ed a nessuno.Come un minorenne  che, con aria da spaccone,  ha dichiarato: “io non faccio l’infame”. Gli agenti lo hanno messo a verbale, per fare capire agli inquirenti con che muro di omertà stessero, e devono, condurre le indagini. Queste caratteristiche dei componenti della gang sono state evidenziate dagli investigatori,  contando sul potere della magistratura che nelle prossime ore potrebbe emettere altri provvedimenti cautelari, alla luce della possibilità che i soggetti possano reiterare i reati.

Della gang farebbero parte sia italiani che stranieri che, con la forza del branco, avrebbero creato disordini soprattutto in piazza Falcone-Borsellino a Schio.  Nel comunicato stampa che stamane il Comandante Giovanni Scarpellini ha diramato alle redazioni giornalistiche locali si legge la speranza che, con questi primi provvedimenti cautelari, la gang abbia subito un colpo tale da indurre quelli ancora in libertà, ma comunque indagati, a darsi una calmata.

di Redazione AltovicentinOnline