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I veneti spendono 87 euro per la mensa nell’infanzia, 89 euro nella primaria. I vicentini spendono meno di tutti. L’inchiesta

Poco più di 87€ nell’infanzia e di 89€ nella primaria è la spesa media che una famiglia veneta ha sostenuto per la mensa scolastica nell’anno in corso, rispetto agli 82 euro della media nazionale. La regione mediamente più costosa è la Basilicata (109€ mensili) mentre quella più economica è la Sardegna (58€ nell’infanzia e 62€ per la primaria). In Veneto, il costo a pasto più elevato si registra a Belluno, circa 6€, quasi il doppio di Vicenza.

A livello di singoli capoluoghi di provincia italiane, sono le famiglie di Barletta a spendere di meno per il singolo pasto (2€ sia per l’infanzia che per la primaria) mentre per l’infanzia si spende di più a Torino (6,60€ a pasto) e per la primaria a Livorno e Trapani (6,40€).

Fra le città metropolitane, soltanto Roma rientra nella classifica delle meno care, con un costo a pasto per la famiglia “tipo” di circa 2,40€ in entrambe le tipologie di scuola.

Questi i dati che emergono dalla VI Indagine sulle tariffe delle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha preso in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. La famiglia di riferimento è composta da tre persone (due genitori e un figlio minore), ha un reddito lordo annuo di € 44.200, con corrispondente ISEE di € 19.900. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi escludendo eventuali quote extra annuali e/o mensili.  L’analisi prescinde dal livello di qualità del servizio offerto che, purtroppo a causa della pandemia, non è stato possibile monitorare attraverso la consueta indagine civica rivolta ai diversi attori ed utenti del servizio di ristorazione scolastica. L’Indagine completa è disponibile sul sito www.cittadinanzattiva.it.

 

Alcune proposte

Mense scolastiche come servizio essenziale e universale

Il servizio di ristorazione scolastica dovrebbe essere considerato non più a domanda individuale, facoltativo ed extrascolastico, ma rientrare nei livelli essenziali delle prestazioni, ai sensi dell’art.117 della Costituzione. Nel frattempo, è indispensabile ampliare le fasce di reddito per le quali è previsto l’accesso gratuito e uniformare le tariffe minime e massime, almeno per aree territoriali del Paese (Nord, Centro e Sud).

Nuove mense scolastiche

Estendere il pasto a scuola ad un numero sempre maggiore di bambini, soprattutto nelle aree del Sud, in quelle interne e ultra periferiche del Paese per favorire la permanenza a scuola, consentire un ampliamento dell’offerta formativa, contrastare la dispersione scolastica. Il PNRR ha previsto 1.000 (per ora ne conosciamo 600): obiettivo importante ma non sufficiente a colmare le lacune esistenti e a favorire il tempo pieno in modo equilibrato in tutte le regioni del Paese.

Mense scolastiche partecipate

Favorire in tutte le scuole l’istituzione della Commissione Mensa, con la presenza al suo interno di almeno un genitore di bambini che utilizzano le diete speciali, e dotare le stesse di procedure e strumenti specifici per valutare il servizio su tutto il territorio nazionale su indicatori comuni.

Più in generale, è auspicabile che le Linee guida per la ristorazione scolastica del Ministero della Salute siano aggiornate con una frequenza periodica (es. 3-5 anni), previa consultazione anche delle associazioni dei consumatori e delle reti delle Commissioni Mensa.

Qualità, sicurezza, sostenibilità dei menù

Il costo crescente del servizio ed i timori per una gestione poco sicura e non di qualità delle mense scolastiche, hanno favorito in qualche caso soluzioni “fai da te” (pasto da casa) sulle quali è essenziale avviare un confronto tra le parti, caso per caso, per risolvere le criticità che sono alla base di tali scelte e per favorire in ogni modo il pasto comune data l’importanza che esso riveste dal punto di vista educativo, sociale, alimentare.

Educazione e formazione per tutti

Realizzare programmi di educazione alimentare e corretti stili di vita in ambito scolastico, e affiancare a tali programmi, iniziative informative-formative rivolte agli educatori, agli insegnanti, alle famiglie, a tutti gli attori che ruotano intorno alla mensa, al fine di provocare un cambiamento culturale profondo e l’adozione di comportamenti alimentari, individuali e collettivi, sani e sostenibili.

No al junk food nelle scuole

È nel potere delle scuole cambiare rotta su questi approvvigionamenti, scegliendo di inserire nei distributori solo prodotti freschi e naturali, possibilmente della zona.

I dati regionali

Veneto

SCUOLE DELL’INFANZIA

CITTA’

COSTO PASTO 2022/23

COSTO MENSILE 2022/23

COSTO ANNUALE 2022/23

Belluno

€ 6,12

€ 122,40

€ 1.102

Padova

€ 5,35

€ 107,00

€ 963,00

Rovigo

€ 4,00

€ 80,00

€ 720,00

Treviso

€ 3,70

€ 74,00

€ 666,00

Venezia

€ 4,00

€ 80,00

€ 720,00

Verona

€ 4,20

€ 84,00

€ 756,00

Vicenza

€ 3,25

€ 65,00

€ 585,00

Media

€ 4,37

€ 87,40

€ 786,60

Fonte: Cittadinanzattiva, VI Indagine Tariffe delle Mense scolastiche, 2022 – 2023

 

SCUOLE PRIMARIE

CITTA’

COSTO PASTO 2022/23

COSTO MENSILE 2022/23

COSTO ANNUALE 2022/23

Belluno

€ 6,12

€ 122,40

€ 1.102

Padova

€ 4,71

€ 94,20

€ 848,00

Rovigo

€ 4,00

€ 80,00

€ 720,00

Treviso

€ 3,70

€ 74,00

€ 666,00

Venezia

€ 4,25

€ 85,00

€ 765,00

Verona

€ 4,80

€ 96,00

€ 864,00

Vicenza

€ 3,74

€ 74,80

€ 673,00

Media

€ 4,47

€ 89,40

€ 804,60

Fonte: Cittadinanzattiva, VI Indagine Tariffe delle Mense scolastiche, 2022 – 2023

 

Mense esistenti: 1.250

Mense previste dal PNRR: 72 (di cui 51 di nuova costruzione)

 

MENSE VENETO PNRR

Nuova costruzione

Demolizione, ricostruzione, ampliamento

Riconversione

spazi esistenti

Riqualificazione

mense esistenti

Totale

Mense

Importo complessivo €

51

17

1

3

72

35.398.436,95

Fonte: Rielaborazione Cittadinanzattiva su dati Futura – La scuola per l’Italia di domani, 2023

 

Gli interventi sono così suddivisi sul territorio regionale:

Belluno: Alpago, 790.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Borgo Valbelluna, 630.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Belluno, 749.940, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Sedico, 653.796, Nuova costruzione; Limana, 574.400, Nuova costruzione; Belluno, 505.000, Riqualificazione mensa esistente; Padova: Limena, 408.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Padova, 360.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Montagnana, 630.000, Nuova costruzione; Conselve, 550.578, Nuova costruzione; Villa del Conte, 235.000, Nuova costruzione; Cittadella, 490.000, Nuova costruzione; Tribano, 700.000, Nuova costruzione; Carceri, 292.800, Nuova costruzione; Vigonza, 374.000, Nuova costruzione; Vigonza, 585.100, Nuova costruzione; Stanghella, 179.900, Nuova costruzione; Padova, 465.500, Nuova costruzione; Padova, 465.500, Nuova costruzione; Padova, 465.500, Nuova costruzione; Pontelongo, 400.000, Nuova costruzione; Torreglia, 420.000, Nuova costruzione; Rubano, 353.600, Nuova costruzione;

Rovigo: Badia Polesine, 680.000, Nuova costruzione; Castelguglielmo, 226.162, Nuova costruzione; Rovigo, 545.727, Nuova costruzione; Treviso: Castelfranco Veneto, 300.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Treviso, 204.561, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Cimadolmo, 350.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; San Biagio di Callalta, 279.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; San Zenone degli Ezzelini, 700.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Castelfranco Veneto, 380.000, Nuova costruzione; Morgano, 480.000, Nuova costruzione; Conegliano, 450.000, Nuova costruzione; Trevignano, 400.000, Nuova costruzione; Cison di Valmarino, 225.500, Nuova costruzione; Montebelluna, 791.539, Nuova costruzione;

Treviso, 287.016, Nuova costruzione; Mogliano Veneto, 625.000, Nuova costruzione; Venezia: Spinea, 380.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Fiesso d’Artico, 320.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Campolongo Maggiore, 408.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Cavarzere, 830.000, Nuova costruzione; Campagna Lupia, 630.000, Nuova costruzione; Ceggia, 1.700.000, Nuova costruzione; San Stino di Livenza, 400.000, Nuova costruzione;

Mirano, 550.000, Riqualificazione mensa esistente; Verona: Brentino Belluno, 400.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Nogara, 430.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento;

Costermano sul Garda, 438.000, Nuova costruzione; Oppeano, 400.000, Nuova costruzione; Oppeano, 542.000, Nuova costruzione; Trevenzuolo, 234.463, Nuova costruzione; Villa Bartolomea, 797.264, Nuova costruzione; Pescantina, 749.625, Nuova costruzione; Veronella, 420.000, Nuova costruzione; Cologna Veneta, 518.005, Nuova costruzione; Lavagno, 486.720, Nuova costruzione; Isola della Scala, 809.930, Nuova costruzione; Villa Bartolomea, 250.000, Nuova costruzione; Vicenza: Barbarano Mossano, 600.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento; Trissino, 500.000, Demolizione/ricostruzione/ampliamento;

Arzignano, 610.000, Nuova costruzione; Sossano, 735.000, Nuova costruzione; Orgiano, 470.000, Nuova costruzione; Poiana Maggiore, 636.000, Nuova costruzione; Montegalda, 530.000, Nuova costruzione;

Marostica, 225.001, Nuova costruzione; Castegnero, 313.200, Nuova costruzione; Alonte, 480.000, Nuova costruzione; Vicenza, 257.000, Riconversione di spazi esistenti; Mussolente, 145.106, Riqualificazione mensa esistente.