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Emergenza profughi tra ‘cooperative fantasma’, proteste e gesti incendiari: è caos

E’ caos profughi nell’Alto Vicentino, tra le proteste dei 50 che vivono a Pian delle Fugazze, la quindicina di Monte di Malo che oggi hanno inscenato l’ennesima protesta perchè non vogliono essere più gestiti dalla cooperativa di Monselice ed il trasferimento a Recoaro che slitta ancora una volta. Duro lavoro per la Prefettura, chiamata a fronteggiare, assieme alle forze dell’ordine locali,  problemi che il territorio non conosceva e che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti.
Per i profughi di Pian delle Fugazze sono scesi in campo ieri, gli esponenti del Pd scledense che giudicano quei locali troppo inadeguati all’accoglienza soprattutto per il freddo che in questi giorni si è fatto insopportabile. Ma ci sono degli impedimenti per portarli al ‘Bersagliere’ di Recoaro per via di quella seconda cooperativa che dovrebbe supportare il lavoro dei colleghi della ‘Contè’ di Quinto Vicentino.

Forti dell’esperienza dell’ex Colonia di Valli del Pasubio, i funzionari della Prefettura vogliono organizzare le cose diversamente e puntano ad una vigilanza dei profughi notte e giorno. Per questo vogliono piazzare un operatore che possa alloggiare nei pressi dell’ex albergo che rappresenti un punto di riferimento per l’integrazione dei profughi. Quelli di Pian delle Fugazze così come quelli di Priabona di Monte di Malo potrebbero lavorare, rendersi utili come vuole la gente del posto e come vorrebbe qualcuno di loro. Ma occorre un lavoro professionale da parte di chi li gestisce e che fino ad ora, non ha fatto altro che parcheggiarli e renderli ‘leoni in gabbia’.
Venerdì, il sindaco di Monte di Malo Mosè Squarzon incontrerà i rappresentanti del Palazzo del Governo di Vicenza per affrontare la situazione-profughi, che lo ha tenuto con le mani legate. Sono giorni e giorni che il primo cittadino chiede un dialogo impossibile con la cooperativa e con quella Prefettura, che dovrebbe dare una sterzata ad una vicenda paradossale.

Gli immigrati sembrano abbandonati a se stessi e se anche i residenti della zona li vedessero lavorare, l’impatto della convivenza sarebbe ben diverso. Ma il sindaco di Monte di Malo non si stanca di denunciare che tanto per cominciare, quell’immobile dove attualmente vivono i 15 profughi è inagibile ed è inutile parlare di lavoro o integrazione se si parte da una base di illegalità che va risolta. Già oggi, era tutto pronto per il trasferimento a Giavenale di Schio, ma gli immigrati si sono opposti se questo significa stare sotto la gestione di una cooperativa, che sta creando malumori a tutti i livelli con gli immigrati lasciati all’addiaccio e senza cibo. Non è chiaro dove i 15 profughi verranno messi stavolta e dopo che da ieri la notizia ha iniziato a circolare, la gente del posto ha iniziato a fare tante domande.

“Ho appreso la notizia dell’arrivo dei profughi a Giavenale dai media – ha dichiarato Valter Orsi, Sindaco di Schio – So che si tratta di privati che hanno messo a disposizione i loro immobili e quindi, essendosi accordati direttamente con la Prefettura, non ci è dato sapere dove saranno sistemati. L’accordo che il Comune ha firmato con il Prefetto prevedeva la collaborazione per tenere sotto controllo il numero degli immigrati in città. Ne abbiamo già 40, gestiti da 4 cooperative in collaborazione con le parrocchie. Quest’emergenza è un caos anche per noi sindaci – ha concluso – perchè ci ritroviamo a fronteggiare un fenomeno che sta sfuggendo al nostro controllo e sta scombussolando il territorio”.

N.B.