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“La legge tuteli i sindaci”: dopo Crema e Quinto scatta la protesta

Il primo caso è stato a Crema, con il sindaco Stefania Bonaldi indagata perché un bimbo si è schiacciato le dita a scuola. Poi a Quinto Vicentino, con Renzo Segato multato di 300 euro perché una donna è inciampata in un marciapiede.

Ma di casi che vedono protagonisti primi cittadini, ai quali vengono imputate svariate responsabilità, sono tanti e la piega presa non piace.

A farsi portavoce nel consiglio regionale del Veneto è Giacomo Possamai, capogruppo del Pd, che ha espresso massima solidarietà al vicentino Segato e al sindaco di Crema e ha auspicato un intervento del legislatore per tutelare la figura istituzionale a capo di ogni Comune.

“Massima solidarietà a Renzo Segato. È urgente un intervento del legislatore – ha commentato Possamai – Capisco pienamente la delusione e lo sfogo di Renzo Segato. Ormai siamo di fronte ad uno stillicidio quotidiano: pochi giorni fa è toccato alla sindaca di Crema, indagata, oggi è il suo turno, addirittura condannato. È inaccettabile che si scarichino sul primo cittadino tutte le responsabilità per quel che accade nel proprio Comune. Sono contento che, nonostante la delusione, Renzo Segato abbia confermato l’intenzione di restare al proprio posto, ma lavorare in queste condizioni diventa una missione impossibile; le sue parole vanno ascoltate. Non si può pensare che i sindaci siano supereroi, nonostante l’abnegazione con cui svolgono il proprio ruolo. Sono persone al servizio della comunità e che, specialmente nei Comuni più piccoli, lo fanno con poco più di un rimborso spese, di certo inadeguato di fronte alle enormi responsabilità”.

La difficoltà di trovare candidati alle elezioni amministrative: “Ecco perché è così difficile trovare figure adatte”

Possamai, pragmatico e conoscitore della vita amministrativa cittadina in quanto per anni impegnato nella sua Vicenza, ha quindi affrontato un tema sempre più ‘caldo’. Quando si arriva ‘sotto elezioni’ ormai da anni si registra una drammatica carenza di candidati a primo cittadino, ma anche di persone disposte a mettersi in gioco per la gestione del proprio Comune. Pochi soldi, a volte pochissimi, per tantissime responsabilità.

“Non è un caso che sia sempre più difficile trovare persone disponibili ad impegnarsi a livello amministrativo – ha concluso Giacomo Possamai – Come già detto per il caso di Stefania Bonaldi, è necessario aprire una riflessione con urgenza sullo status giuridico degli amministratori locali; è una situazione che riguarda tutti i sindaci, di centro, destra e sinistra e su cui la politica nazionale deve intervenire subito senza distinzioni di parte”.

In Alto Vicentino lo sanno bene i sindaci di Thiene Giovanni Casarotto e di Schio Valter Orsi, alla guida dei due più grandi Comuni del territorio. Ma ai sindaci dei Comuni più piccoli non va di certo meglio.

“Nell’Italia dei furbi, nell’Italia del risarcimento facile, nell’Italia del parassitismo, nell’Italia di chi giudica senza responsabilità, troviamo i paradossi ed inauguriamo una nuova stagione, come in Alaska, alla ricerca dell’oro facile in percentuale al risarcimento”, è il commento di Mosè Squarzon, sindaco di Monte di Malo.

“Probabilmente questo è uno dei motivi per cui alle amministrative in molti Comuni è stata presentata una sola lista”, è il problema evidenziato da Roberto Berti, sindaco di Zanè, che facendo due conti si è reso conto che anche nel piccolo Alto Vicentino, alle scorse amministrative, in molti Comuni è stato estremamente difficile arrivare anche a fare una sola lista e alcuni sindaci, come i colleghi Sandro Maculan di Zugliano e Carlo Bettanin di Valli del Pasubio, non hanno avuto rivali.

“Tutta la mia solidarietà all’amico Renzo Segato, sindaco bravissimo, appassionato e serio – ha sottolineato Luca Cortese, sindaco di Sarcedo – Non siamo parafulmini, non siamo supereroi. Siamo persone appassionate delle proprie comunità. Facciamo sempre del nostro meglio, sempre. A volte, come capita a tutti semplicemente non riusciamo ad avere i risultati che speriamo. Come si fa a pensare che le persone si avvicinino a questo ruolo se sei un bersaglio costante?”

A.B.