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Marano. Volantini contro la minoranza. Pretto: “I soliti vigliacchi anonimi”

Prima Carrè e ora Marano Vicentino. Per chi non va in vacanza c’è un bel da fare ad andare a sbirciare nelle bacheche comunali per vedere ‘chi insulta chi’. Dopo gli insulti a Davide Mattei, neo Sindaco di Carrè, tocca adesso al gruppo consiliare ‘Noi di Marano’, appena 2 giorni dopo che il suo capogruppo aveva espresso solidarietà al giovane carradiense. E’ fresco di ieri infatti l’attacco anonimo via bacheca indirizzato al gruppo di minoranza maranese capitanato da Erik Umberto Pretto.

“Si tratta del solito gruppuscolo di diffamatori anonimi – ha spiegato Pretto – e c’era da aspettarselo dopo la nostra presa di posizione a sostegno al sindaco di Carrè, quando abbiamo ricordato una delle loro più eclatanti imprese: la falsificazione, nel febbraio del 2012, di un manifesto comunale utilizzando una scannerizzazione del logo municipale e della biblioteca”.

Un simpatizzante di ‘Noi di Marano’ ha infatti scattato ieri mattina con il telefonino una foto

Alle bacheche di pro Loco e Acli. Lì appesi troneggiano infatti dei volantini con una copia dell’articolo di ‘Thiene online’ in cui Pretto e i suoi esprimono solidarietà a Mattei. A corredo, un volantino anonimo con scritto ‘I cittadini pregano vivamente i consiglieri comunali di non bere troppo’. Non è dato sapere chi abbia compiuto il gesto visto che non ci sono firme e gli ‘attacchini’ hanno fatto ben attenzione ad affiggere i loro pensieri nelle bacheche lontane dalle telecamere di sorveglianza.

“Quello che dà più fastidio oltre alla loro ignoranza è il senso di onnipotenza di cui si circondano – ha commentato Pretto – si esprimono sempre a nome dei cittadini come se avessero avuto dagli abitanti di Marano un eterno e incondizionato affidamento e non conoscono limiti territoriali. Agiscono con disinvoltura, di volta in volta, negli spazi riservati a enti pubblici, associazioni, strutture private. Forse per fare capire che loro possono fare tutto quello che vogliono dove vogliono. Ma se sono investiti di tale potere – ha concluso – perché non firmano apponendo il loro nome e cognome?”

 

A.B.