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Schio. I sindaci ‘mettono sotto controllo Pasubio group’. Partecipate: il vento sta cambiando

La Giunta comunale scledense ha deciso di aderire alla richiesta avanzata dal concessionario del servizio pubblico di distribuzione del gas metano, la ditta Pasubio Distribuzione Gas S.r.l., di rimodulazione del corrispettivo del canone concessorio.

“E’ sicuramente il primo grosso problema che questa amministrazione si è trovata a dover gestire – ha esordito il sindaco di Schio Valter Orsi – Pasubio Distribuzione Gas S.r.l. è una società della partecipata Pasubio Group di cui il comune di Schio è socio di maggioranza relativa per il 34,37% delle quote. Quindi, abbiamo dovuto considerare questa richiesta nel doppio ruolo di cliente/concedente ma anche di comproprietario.”

 

Il contratto di concessione del servizio di distribuzione del gas metano, sottoscritto nel 2012 a seguito di gara pubblica, prevede, infatti, a favore dei Comuni concedenti un canone pari al 138,5% del VRDLoc (Vincolo sui Ricavi di Distribuzione: parte della componente tariffaria relativa alla remunerazione del capitale investito per l’attività di distribuzione e per l’attività di misura), canone che, con questa rimodulazione, sarà fissato al 96,22% del VRDLoc .

“Il canone offerto in sede di gara – ha proseguito il Sindaco – avrebbe dovuto garantire un’alta entrata ai Comuni concedenti, ma si è rivelato sovrastimato sia rispetto agli incassi effettivi, conseguenti alle tariffe stabilite dall’Autority del Gas e alle condizioni del mercato depresso dalla crisi, in particolare considerato che si fanno ben pochi nuovi allacci.Tutto questo ha messo in seria difficoltà la società che ha chiesto ai Comuni di intervenire per garantire la continuità aziendale della società stessa.”

Questa decisione comporta una conseguente revisione al ribasso della previsione di entrata sul bilancio comunale di previsione 2014-2016 per 414.749 Euro, passando infatti il corrispettivo per il canone da 1.607.522 Euro/anno a 1.192.773 Euro/anno.

A questo si aggiunge la richiesta, accolta anch’essa, di dilazione dei termini di pagamento. La società verrà infatti autorizzata a pagare il canone 2013 in due rate, la prima al 31 luglio 2014 e il saldo, sempre del 50%, entro il 31 gennaio 2015; come i successivi canoni sempre l’anno successivo.

La decisione dell’Amministrazione scledense è maturata dopo l’analisi della documentazione e il confronto con l’azienda. La situazione di difficoltà della Pasubio Distribuzione Gas S.r.l. era già stata esposta nella delibera assembleare di approvazione del Bilancio 2013; quindi, una situazione nota anche all’amministrazione comunale precedente, che giunge ora ad un passaggio decisivo con la redazione a luglio, da parte della stessa società, del Piano Industriale, da cui si evince che le cause sono sostanzialmente due:

– la prima di tipo normativo, conseguente alla determinazione del nuovo quadro tariffario relativo al 4° periodo regolatorio deliberato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (A.E.E.G.), con il provvedimento n. 573/2013/R del 23 dicembre 2013 in vigore dal 2014, che comporta un effetto diretto sulla quantificazione del canone che dal 138,5% del VRDLoc diminuisce al 105,31% del VRDLoc;

– la seconda di tipo economico e legata alla crisi che ha portato in questi ultimi anni ad un marcato incremento dei costi per il ricorso al credito e alla significativa riduzione del numero degli allacci e, quindi, dei relativi introiti, che comporta, è stato così stimato, l’ulteriore impatto sul canone facendolo scendere dal 105,31% del VRDLoc; al 96,22% del VRDLoc .

Come si legge nel Piano Industriale presentato ai Comuni coinvolti da questa decisione, che oltre a Schio sono: Valdagno, Thiene, Montecchio Maggiore, Malo, Torrebelvicino, il futuro del Gruppo (Pasubio Distribuzione Gas S.r.l. Unipersonale è posseduta integralmente da Pasubio Group S.p.A. e quindi, dai comuni di Brendola, Malo, Montecchio Maggiore, Monteviale, Schio, Thiene, Torrebelvicino e Valdagno) va considerato in correlazione a tutte le sue componenti societarie. Il Gruppo ha così individuato gli indirizzi strategici ai quali attenersi per realizzare l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico e finanziario, mantenere il valore del patrimonio sociale e garantire, quindi, che tutte le società siano in grado di far fronte agli impegni assunti.

Le alternative possibili, che sono la cessione da parte dei Soci di tutte le quote del Gruppo o la rescissione del contratto di concessione (da parte dei Comuni per inadempimento della società o da parte della società che non riesce a pagare il canone) comporterebbero conseguenze sicuramente più gravi ed imprevedibili sui bilanci comunali.