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Thiene. Caso Tintess, il Comitato Larosa ‘diffida’ la Regione Veneto

Il caso Tintess continua a far discutere. Il mese scorso, esattamente il 9 aprile, la Commissione Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale aveva detto sì ai lavori di ampliamento chiesti dalla stessa Tintess, nonostante il voto contrario del Comune di Thiene. E in barba a tutte le osservazioni, perplessità e contrarietà

espresse dal Comitato dei residenti, da Legambiente e da Medici per l’Ambiente. Così oggi il Comitato Proteggiamo Larosa ha deciso di presentare una formale diffida alla Giunta regionale del Veneto proprio in merito a quella decisione. “Non è dato sapere, a oggi, se la Commissione VIA abbia preso posizione sulle censure sollevate dalle varie associazioni – scrive il Comitato -. Ad ogni buon conto, in questo periodo nel quale si attende la conclusione del procedimento (con delibera di Giunta Regionale) comunichiamo di aver inoltrato alla medesima Giunta un’istanza di verifica del rispetto della normativa e dei principi che regolano la materia, di cui abbiamo denunciato la violazione già con le citate osservazioni. Auspichiamo, in ogni caso, che tutti i soggetti che hanno espresso parere contrario al progetto, per il caso in cui la Giunta Regionale ometta di prendere in considerazione le denunciate violazioni, si attivino in ogni opportuna sede per far annullare gli eventuali atti illegittimi”. Come dire, anche il Comune di Thiene prenda posizione.

L’oggetto del contendere è nella richiesta presentata dalla Tintess (e approvata dalla Commissione Regionale) di convertire l’impianto di recupero a impianto di trattamento rifiuti speciali liquidi pericolosi e non pericolosi. Il timore è che un simile passaggio possa aumentare il rischio d’inquinamento della falda acquifera sottostante. “Desideriamo far presente – scriveva il 20 marzo scorso il Circolo Legambiente Pianeta Terra – che già da mesi la nuova attività di trattamento dei reflui da conceria assunta da Tintess ha creato rilevanti disagi per la popolazione. Questa attività di tipo insalubre è incompatibile con abitazioni, scuole e attività produttive e industriali vicine alla zona. Inoltre, come si evince da studi geologici e idrogeologici svolti dal 1986, possiamo dedurre che l’Alto Vicentino è caratterizzato da una permeabilità del suolo molto elevata e ciò consente ai fluidi un facile passaggio tra suolo e sottosuolo”.

di redazione Thiene on line