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Valli. Tra eroi e soldati spunta sul Pasubio la targa per un cane. Scattano le polemiche

Oltre agli eroi di guerra e agli escursionisti morti durante una gita, ora sul Pasubio si ‘venera’ anche la memoria di un cane.

Succede nella Val Camossara, lungo la Strada delle 52 Gallerie, dove il quattro zampe Arturino ha trovato la morte circa un anno fa, sfuggito al controllo dei suoi padroni e precipitato lungo le pendici di uno dei canaloni più ripidi del Monte Sacro.

Un ‘tributo’ diffuso mediaticamente sul social network Facebook e che sta suscitando parecchie polemiche, tra chi lo definisce una ‘buffonata’ e chi ritiene ‘che non c’è limite al peggio’.

“La costruzione di questa strada e i fatti correlati hanno comportato il sacrificio della vita di migliaia di ragazzi poco più che ventenni e ben altre sono le targhe che dovrebbero tappezzare questi monti”, è il primo commento che si legge a margine della foto con l’amorevole dedica ad Arturino.

Ma le polemiche non si fermano qui, perché il commento continua: “Da anni si chiede inutilmente alle amministrazioni di intervenire per porre un freno a questo tipo di interventi che sempre più spesso si incontrano sui nostri sentieri. Purtroppo sembra proprio che il rispetto per il ‘Bene comune’ sia un valore oramai passato di moda”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si pone Armando Cunegato, sindaco di Valli del Pasubio. Il suo pensiero, tra chi lo conosce, è infatti noto. Il primo cittadino di Valli non ha mai fatto mistero di voler rimuovere dalla Strada degli Eroi e dalla Strada delle Gallerie tutte le targhe dedicate alla memoria degli escursionisti deceduti sul Monte Sacro. Un gesto che finora non ha trovato attuazione, ma potrebbe essere proprio la targa in memoria di un quattro zampe a cambiare le cose. Secondo il primo cittadino infatti, il Pasubio è un luogo di memoria storica dove ricordi o tributi espliciti devono essere manifestati solamente a soldati o a persone che, per motivi storici o culturali, hanno fatto la differenza per il territorio.

E sono in molti a ritenere inopportuna la targa che Giuseppe, Emanuela, Poppy e gli amici della montagna, hanno realizzato per Arturino.

“Non esiste la regola del ‘siccome c’è di peggio allora si può’”, è un altro dei commenti che stanno spopolando in rete. E mentre c’è anche chi tenta di difendere l’omaggio al cane o critica gli eventi sportivi organizzati sul Pasubio, qualcuno risponde: “Una zona che dovrebbe essere praticata in assoluto rispetto ormai sta diventando una promenade a livelli red carpet. Per carità, c’è posto per tutti, ma è doveroso un mimino di rispetto”. E poi “Quella strada dovrebbe essere un sacrario, invece sembra un mercato”. E ancora: “Domenica ero lì e ho visto gente a torso nudo, donne in costume camminare dentro la recinzione dell’arco romano, tra le tombe dei poveri caduti”. Leggerezze che sconfinano nella mancanza di rispetto.

E pensare che la targa alle porte del Pasubio recita: “Luogo sacro alla patria”. Questo forse dovrebbe far riflettere più di tutto il resto.

Anna Bianchini