AltoVicentinOnline

Autonomia, dal Veneto Lorenzoni attacca: “Basta slogan”

“In questi giorni il dibattito sull’Autonomia sta salendo di livello, con le audizioni romane che non fanno che evidenziare la distanza delle posizioni tra le diverse parti politiche e le domande non risposte nell’approccio ideologico delle 23 materie a tutti i costi sostenuto dal presidente del Veneto e dai leghisti della prima ora (e forse solo loro ormai)”. A dirlo il portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale del Veneto, Arturo Lorenzoni.

“Il tema è che il Veneto ha mostrato limiti evidenti nella gestione delle materie che già sono di sua esclusiva competenza. Gli esempi sono tanti, si pensi alla gestione dell’energia, con procedimenti autorizzativi più bizantini che nelle altre regioni; ai parchi regionali, che potrebbero essere miniere di bellezza e ricchezza e invece sono privi di indirizzi e mal sopportati dagli amministratori locali; o l’apoteosi di Veneto Strade, che con un’inversione di 180° ha restituito all’ANAS 700 km di strade, e la lista può continuare. Autonomo non è sempre bello in Veneto. La criticità è chiarissima in economia: tanto più un’attività è rischiosa e complessa, – aggiunge il consigliere – tanto più grande deve essere la base con cui gestirla per ridurne il costo e il rischio. Ne è prova la ripartenza della pandemia, che per la prima volta ci ha consentito di autorizzare un debito su scala europea, nemmeno nazionale. Se avessimo dovuto venirne fuori con risorse regionali che PNRR avremmo a disposizione?”.

“In maniera curiosa e a mio modo di vedere contraddittoria, questo ragionamento è sostenuto pure dallo stesso presidente Zaia, che in un’intervista al quotidiano La Nazione, oggi invoca una polizza nazionale contro le catastrofi. Più allarghiamo la base, più possiamo attivare principi di solidarietà che creano valore. Altro che autonomia. È tempo di lasciare l’ideologia e di ragionare con i numeri: la scala nazionale è quella minima per gestire temi complessi come l’energia, le infrastrutture. Immaginiamo la TAV Veneta? la scuola stessa. Perché ostinarsi a chiedere di fare da soli, – conclude Lorenzoni – salvo chiedere aiuto ogniqualvolta ci sia un problema reale, da Vaia all’asfaltatura delle strade. Tutto ciò è indecoroso”.