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Giornata dell’orgasmo: ‘Sia un diritto e non un dovere’

“Prendo quello che ha preso la signorina!”. E’ la battuta della vicina di tavolo di Meg Ryan alla fine della celebre scena dell’orgasmo simulato al ristorante nel film cult ‘Harry, ti presento Sally’ del 1989. Una battuta passata alla storia (non solo del cinema) per aver tentato di sdoganare un argomento tabù: il piacere femminile. Trentadue anni dopo quella scena e quella battuta divertono ancora, imbarazzano ancora e fanno ancora discutere. Perché l’orgasmo è ancora un argomento tabù, soprattutto quello delle donne. E allora “ben vengano ricorrenze come quella dell’8 agosto, Giornata internazionale dell’orgasmo femminile, perché è importante parlare di diritto all’orgasmo e del diritto delle donne a provare piacere, in tutte le sue sfumature”, sottolinea Cristina Luzzi, fondatrice e direttrice generale de ‘La Valigia Rossa’, progetto di consulenza e vendita a domicilio di sex toys e prodotti per il benessere sessuale femminile e della coppia. “L’obiettivo di queste ricorrenze però non deve essere quello di superare vecchi stereotipi per crearne di nuovi- precisa Luzzi- perché parlare di diritto all’orgasmo non vuol dire orgasmo a tutti i costi, ossia non si deve mettere pressione su come e quanto provare piacere, non bisogna cadere nell’errore di sentirci obbligate a performance ‘stratosferiche’ ogni volta che abbiamo un rapporto sessuale”. Dunque “celebriamo la giornata ma non imbrigliamoci in nuovi dogmi”, sottolinea la fondatrice de ‘La Valigia Rossa’.

“Le donne hanno ancora un rapporto difficile con il tema del piacere come diritto- rimarca Luzzi- Nelle riunioni che facciamo con le nostre clienti ci rendiamo conto che c’è una mancanza di informazione sul tema dell’anatomia, su come siamo fatte e come proviamo piacere e siamo molto condizionate dagli stereotipi che vengono dal passato e influiscono sulla nostra vita di tutti i giorni. Quello che bisogna sottolineare è che l’orgasmo è importante come fonte di piacere ma non è l’unica, a volte la strada per raggiungerlo può essere più piacevole dell’orgasmo stesso”. Vivere la sessualità e il proprio piacere come un diritto “per molte donne è ancora un tabù- dice Luzzi- siamo condizionate dal senso del dovere e prima di dedicarci a noi stesse ci concentriamo su tutto il resto delle cose che dobbiamo fare”. L’obiettivo di ‘Valigia Rossa’ è anche questo: aiutare le donne a conoscere il proprio corpo, come sono fatte, come raggiungono l’orgasmo, come provano piacere. “Dobbiamo concederci il diritto di scoprire, di sperimentare e cambiare perché nessuno ce lo ha mai insegnato”, sottolinea Luzzi. In questo senso i sex toys “sempre più sdoganati, soprattutto durante la pandemia- evidenzia- aiutano a scoprire se stesse e a sperimentare in privato senza essere giudicate, aiutano a lasciar andare il proprio corpo, a evolvere nella propria sessualità, a liberarsi dai sensi colpa, dal senso di vergogna, dai giudizi, dalle imposizioni culturali. E così facendo le donne imparano a capire ciò che desiderano e, soprattutto, imparano a chiederlo”. Dal canto loro gli uomini “stanno iniziando a capire che il sex toys non è un concorrente ma, al contrario, può essere un divertente gioco di coppia”, conclude Luzzi.

Agenzia Dire