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Superbonus 110%, la corsa contro il tempo non servirà: in tanti resteranno senza

Incombe la tagliola sulle pratiche per il superbonus. Ed è ormai corsa contro il tempo per non veder sfumare la scommessa fatta sul 110%. Ma non tutti porteranno a casa il risultato: chi lavora in banca si è già fatto una idea più che precisa sul fatto che, a fine anno, in parecchi masticheranno amaro.

PER TANTI IMPOSSIBILE RIUSCIRE A COMPLETARE L’INTERVENTO

Dietro gli sportelli, infatti, si è già “consapevoli che per troppi clienti si prospetta l’impossibilità di riuscire ad ultimare l’intervento entro fine anno. Ciò significa perdere la possibilità di trasformare in credito fiscale le spese sostenute, e quindi l’impossibilità di poterlo cedere per estinguere i finanziamenti presi allo scopo”, racconta la Fisac-Cgil, riferendosi al clima che si respira nelle filiali Bper. Solo che nessun vuol darsi per vinto e così ecco che si tempestano le banche di telefonate e solleciti per non entrare nel gruppo di chi rischia di restare a bocca asciutta. E così, il superbonus 110% allarma le imprese, tormenta chi ci ha scommesso e puntato e ma stressa anche chi lavora in banca.

IN BANCA C’È GRANDE AGITAZIONE

Ad esempio, in Bper, racconta ancora la Fisac-Cgil, “qualora non bastassero obiettivi irraggiungibili con annesse pressioni commerciali e carenze di personale, in questi ultimi mesi emerge con prepotenza una nuova componente di stress per i colleghi delle filiali: la gestione delle pratiche di cessione dei crediti relativi al 110%”. Ovvero, “quotidiane richieste di sollecito, con toni sempre meno concilianti, piovono sulle filiali da clienti preoccupati e ansiosi, che attendono da mesi l’avanzamento e la conclusione delle loro pratiche”. Un ‘urto’ non sempre facile da reggere. Perchè, annota la Fisac- manca “un canale diretto con la piattaforma che consenta di dare ai clienti risposte tempestive, ed in generale una gestione più efficiente ed efficace delle pratiche”.

L’SOS DEGLI IMPIEGATI BANCARI: “LIMITARE DISAGI E RECLAMI”

In banca si rischia di non farcela. “Emerge la realtà e la procedura di un servizio sottodimensionati rispetto alle necessità, non all’altezza delle legittime aspettative della nostra clientela, che tanti disagi sta procurando e procurerà alla nostra banca e ai nostri clienti, e incrementa il rischio commerciale, quello di insolvenza e del danno d’immagine”. Per cui urge “avviare immediatamente una scrupolosa analisi del livello di servizio ricevuto dalle filiali e verificare lo stato delle pratiche in lavorazione rispetto alla scadenza di fine anno. Contestualmente, chiediamo che venga preso con urgenza qualsiasi provvedimento che possa limitare i disagi, le lamentele, i reclami che inevitabilmente ci saranno“.

IL TIMORE: “LA RABBIA SI RIVERSERÀ SU DI NOI”

Ad esempio si chiede “un canale diretto che consenta di agevolare lo sblocco delle pratiche in tempi brevi, evitando bocciature cavillose che impongano la ripresentazione ex-novo”. La questione, ricorda la Fisac, non è di poco conto: in ballo, ci sono “importanti conseguenze finanziarie per un consistente
numero di clienti, che possono determinare in alcuni casi situazioni drammatiche. Il nostro timore è che i clienti coinvolti possano riversare il loro disagio contro l’unica controparte con la quale si sono relazionati in questi mesi, ovvero i colleghi di filiale”, afferma la Fisac in un comunicato .diffuso oggi suo portale,.