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Giochi di strada, il Tocatì diventa patrimonio dell’Unesco

“Da Verona a Rabat, ne abbiamo fatta di strada per realizzare questo sogno. Il Tocatì diventa oggi una buona pratica dell’Umanità. Davanti a un mondo globalizzato con tempi frenetici, il festival veneto di giochi antichi è espressione di un patrimonio vivente e di una dimensione ludica con una forte connotazione tradizionale. Nato e cresciuto tra le piazze e i vicoli del centro storico scaligero, il Tocatì è la simbiosi tra storia e gioco, che insieme danno vita a un momento di appartenenza sociale e culturale. Per il Veneto è una ricchezza di conoscenza, al pari di luoghi, monumenti e paesaggi, testimonianza della diversità culturale che da quasi vent’anni è anche bandiera del territorio grazie all’impegno di una grande comunità”. Lo afferma il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, annunciando il riconoscimento del Tocatì nel Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia di Unesco. E’ la prima volta che un programma italiano viene incluso in questa lista e l’esito giunge in occasione della diciassettesima sessione del Comitato intergovernativo riunitosi nella capitale del Marocco. “Questo riconoscimento rafforza ulteriormente l’idea che il patrimonio culturale rappresenti una fonte di identità e la sua tutela deve essere considerata uno dei più importanti driver per lo sviluppo di un territorio, non solo in termini turistici – prosegue Zaia -. Questo ulteriore riconoscimento pone il Veneto ai primi posti della classifica delle regioni italiane con il maggior numero di siti Unesco. Infatti, su cinquantacinque siti presenti complessivamente in Italia, il numero di quelli veneti è sorprendente, segno anche di un’attenzione istituzionale che sostiene e valorizza quanto esprime il territorio. La Regione riconosce questa ricchezza che costituisce un patrimonio da difendere e consolidare al tempo stesso”. “A Rabat hanno vinto le immagini e le testimonianze della nostra delegazione e di coloro che da diciannove anni concentrano passione e dedizione nell’organizzare il Festival internazionale dei giochi di strada, espressione forte di identità, tradizioni e cultura di tutta la comunità veneta – prosegue il Governatore del Veneto -. E se oggi abbiamo coronato un altro successo lo dobbiamo alla forza di questo progetto. Il Tocatì non può essere considerato solamente un appuntamento con i giochi della tradizione, ma si tratta di un momento che punta alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale che appartiene a tante comunità internazionali. Un perfetto connubio tra tradizioni e identità, che arricchiscono il capitale di conoscenze e valori che vogliamo assolutamente tramandare alle generazioni future”.