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‘Bisogna recuperare il rapporto tra medico e paziente’

L’emergenza sanitaria ha imposto di reimpostare e recuperare la comunicazione tra medico e paziente. Basti pensare ai numerosi ostacoli, come mascherine e schermi, che oggi ci sono. Il paziente spesso ha difficoltà ad esprimersi adeguatamente attraverso la mascherina e di comprendere i nostri gesti e le nostre parole, perché viene a mancare la lettura labiale. Tutto è più complicato. Quindi ogni nostra azione comunicativa deve essere amplificata”.

Così Marco Gusmeroli, consigliere di AIMO, nel corso del suo intervento sulla comunicazione post-Covid tra medico e paziente, in occasione del XII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana dei Medici Oculisti. “Il Covid però è stato anche un’occasione- ha proseguito Gusmeroli- perché ha permesso al medico di tornare ad essere nuovamente un punto di riferimento per il paziente, che soprattutto oggi ne ha molto bisogno. La figura di riferimento del medico nel passato recente si era un po’ persa”.

Il dottor Gusmeroli è anche l’autore de’ ‘I maestri dell’oftalmologia’, un libro che raccoglie 90 biografie di medici oculisti legati alla storia delle patologie e alle terapie dell’occhio. Il volume è stato presentato dall’autore proprio in occasione del Congresso: “Ringrazio intanto AIMO per averlo stampato e regalato a tutti i suoi soci- ha commentato Gusmeroli- È un libro a cui ho dedicato, in un tempo limitato, molte ore per poterlo scrivere e consegnare a questo Congresso, che è il primo in presenza dopo il travaglio degli ultimi due anni. Sono davvero contento di essere riuscito a farlo nei tempi. Molte storie dell’oftalmologia sono state già state scritte da autori noti, il mio obiettivo non era però raccontare la storia, ma i personaggi dell’oftalmologia. Il libro è suddiviso in quattro capitoli: oculisti dell’antichità, oculisti post rinascimentali, oculisti dell’età d’oro e oculisti del Novecento“. L’ultimo capitolo, titolato ‘Il lato oscuro dell’oftalmologia’, in particolare, tratta di personaggi “correlati con l’oftalmologia, ma in un modo non sempre etico…”, ha concluso Gusmeroli.