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La Regione Veneto amplia la prevenzione del Papilloma Virus, ecco chi riguarderà

La Regione del Veneto ha deciso di rafforzare la sua azione di prevenzione contro il Papilloma Virus, causa del carcinoma della cervice dell’utero, con un allargamento dell’offerta vaccinale gratuita e con l’avvio di un Progetto Sperimentale di Utilizzo dell’Auto-Prelievo, definito dall’Unità Screening di Azienda Zero, che interesserà circa diecimila persone residenti nei Comuni di Bovolone, Cerea, Legnago, Nogara e Zevio, nell’Ulss 9 Scaligera.

Lo prevede una delibera approvata nel corso dell’ultima seduta di Giunta, su proposta dell’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin.

“Oltre a confermare tutto quanto già in atto da anni – dice l’Assessore – abbiamo ampliato al massimo l’età delle persone a rischio di sviluppare patologie correlate al virus HPV che possono sottoporsi al vaccino, ed abbiamo anche inserito alcune categorie a rischio di sviluppare patologie correlate al virus HPV. Come in questo caso, in Veneto – tiene a sottolineare la Lanzarin – cerchiamo sempre di fare il massimo per curare tutte le persone che ne hanno bisogno, e la prevenzione è la prima di tutte le cure”.

Il calendario Vaccinale Regionale è stato perciò modificato ampliando ciò che ne era specificamente previsto (offerta gratuita del vaccino agli adolescenti di sesso femminile e maschile della coorte del dodicesimo anno di età, per i dodicenni di sesso maschile a partire dalla coorte 2004 e per quelli delle coorti dal 2001 al 2003. Per entrambi i sessi l’offerta era stata prevista fino al diciottesimo anno di età).

“Ora si cambia – dice la Lanzarin – e in meglio, perché l’offerta andrà a coprire migliaia e migliaia di cittadini in più”.

Il nuovo Calendario Vaccinale prevede l’offerta attiva e gratuita a adolescenti maschi e femmine della coorte del dodicesimo anno di età; categorie a rischio, tra le quali soggetti affetti da HIV e donne con lesioni cervicali di grado CIN2 o superiore. Offerta gratuita e su richiesta a femmine dalla coorte 1996 e maschi dalla coorte 2001 fino al venticinquesimo anno di età.

Assolutamente innovativo il Progetto dell’Azienda Zero, che sarà sperimentato nell’Ulss 9 Scaligera, per l’utilizzo dell’auto-prelievo per fare lo screening anti papilloma virus.

Studi specifici hanno dimostrato che il test HPV con auto-prelievo presenta diversi vantaggi, tra i quali emergono la possibilità di fare il prelievo a casa quando si vuole evitando spostamenti e permessi lavorativi, la rimozione dell’eventuale imbarazzo per l’esame di tipo ginecologico, la riferita riduzione del dolore rispetto al test effettuato da personale sanitario. Inoltre l’auto-prelievo può aumentare l’adesione di particolari gruppi di donne come quelle che non aderiscono a programmi di screening organizzati e aumentare l’offerta qualora essa possa essere ostacolata da problemi organizzativi, come la disponibilità del personale sanitario prelevatore.

Operativamente, i dispositivi per l’auto-prelievo verranno inviati direttamente a casa. Le utenti potranno reinviare il materiale raccolto al Laboratorio di San Bonifacio a mezzo posta usando una busta preaffrancata e un’etichetta identificativa per tracciare il campione.

Le donne che risulteranno positive all’HPV verranno inviate all’ambulatori di riferimento per eseguire il prelievo del Pap Test. Se il pap test fosse positivo, la paziente riceverà l’assistenza di secondo livello mediante colposcopia; se risultasse negativo verrà invitata a ripetere il testo per il papilloma Virus dopo un anno.

Ufficio Stampa Regione Veneto