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Ulss 4. ‘Per liberarsi dall’alcol non solo cura, ma anche cultura ‘

 

Del resto, la prevenzione alcologica è inserita anche nel Piano Regionale di prevenzione 2010/2012 e si basa su evidenze scientifiche e dati epidemiologici, secondo i quali i cinque principali fattori di rischio di malattia e morte prematura in Europa sono: tabacco, ipertensione, alcol, ipercolesterolemia, sovrappeso. Inoltre, ci sono alcune condizioni ad elevato rischio in cui si sconsiglia l’uso di alcol: età inferiore ai 18 anni e superiore ai 60/65 anni, gravidanza e l’allattamento, situazioni lavorative che richiedono attenzione, uso di psicofarmaci.

“Il mese di aprile, periodo di prevenzione alcologica in tutta Italia, è un motivo di attenzione e di riflessione su un problema che coinvolge trasversalmente e in modo pervasivo tutta la nostra comunità – afferma Lorenzo Rossetto, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze dell’Ulss 4 – . Per noi è un momento importante, ma non deve limitarsi solo a questo mese. Infatti, abbiamo rilevato che esiste un’insufficiente informazione e attenzione degli operatori: solo al venti percento delle persone che si rivolgono a un medico o altro operatore sanitario è chiesto se essi assumano bevande alcoliche. Ciò può determinare nei cittadini una sottovalutazione del rischio. Il nostro obiettivo è di migliorare la sensibilità del personale sanitario e indurre maggiore attenzione ai problemi legati all’alcol”.

Sull’importanza di un lavoro continuativo e non solo confinato al mese di aprile interviene anche Fabrizia Polo, medico igienista, e responsabile del progetto “Guadagnare Salute – Rendere facili le scelte salutari”, che include anche l’alcol (assieme agli altri tre stili di vita: fumo, alimentazione e attività fisica) in un più ampio programma di prevenzione che l’Ulss 4 già da tempo porta avanti. “Dal 2010 – nota Polo – organizziamo a Cà Dotta di Sarcedo laboratori multimediali per i giovani sulla prevenzione alcologica e lo stesso programma Guadagnare Salute, attivo da due anni a Sarcedo, Velo d’Astico e Malo, lo sarà presto anche a Torrebelvicino e Valli del Pasubio”.

“Il Servizio di Alcologia presso l’ex ospedale di Schio, nella sua attività diurna in stretto collegamento con l’Ospedale Unico Alto Vicentino, i distretti sociosanitari e i Medici di Famiglia, dà risposte terapeutiche a 400 persone l’anno, offrendo una gamma di opportunità farmacologiche, educative e anche residenziali – conclude Rossetto – . In questi anni il ruolo del volontariato è stato essenziale. Sono numerosi i gruppi di mutuo-aiuto nel nostro territorio: trentadue club algologici territoriali e sette ciascuno di alcolisti anonimi e di Al-Anon, familiari dei precedenti. Domenica 21 aprile. inoltre, la sala multifunzionale di Poleo di Schio ospiterà dalle 9 un incontro Interclub che riunirà i rappresentanti dei club algologici territoriali per un confronto e uno scambio di idee”.

“L’azienda si sta occupando del tema anche nell’Ospedale Unico – nota il Direttore Generale Daniela Carraro – . L’alcol è stato eliminato dalla mensa ospedaliera e gli alcolici non sono più in mostra nel bar. Inoltre, è alla studio la possibilità di proporre al bar bevande alternative per ridurre il consumo di alcol”.

di Redazione Thiene on line