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Violenza in ospedale. “Medici siano dichiarati pubblici ufficiali”

Medici riconosciuti pubblici ufficiali per potersi difendere dai pazienti e dai loro familiari.

La paradossale richiesta arriva da Pina Onotri, segretario nazionale del Sindacato medici italiani, dopo alcuni episodi di estrema violenza accaduti un alcuni ospedali.

Cittadini che credono si sapere tutto di medicina, che si avventano sui medici per avere informazioni o gridare vendetta e di recente, a Napoli, si è arrivati perfino agli spari.

“Il nemico è la malattia, non il medico”, sono costretti a spiegare i sindacati, grati in ogni caso al ministro Giulia Grillo che si è resa disponibile ad incontrare le rappresentanze dei medici e dei sanitari della Campania per avere un quadro completo per la gestione di un tema delicatissimo.

Adesso si tratta di far un successivo passo avanti per la sicurezza dei medici, predisponendo un provvedimento che riconosca alle figure mediche lo status di pubblico ufficiale – ha dichiarato Pina Onotri – In ospedali come il Vecchio Pellegrini di Napoli si è davanti ad una serie ripetuta nel tempo di aggressioni, ma il problema è serio e riguarda l’intero Paese. Non possiamo permettere che un luogo di cura diventi uno scenario di aggressioni e violenza. Occorre intraprendere misure concrete contro la violenza in sanità a partire da una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle aree che accolgono presidi ospedalieri. A fronte delle ripetute aggressioni al personale medico, la mia parte sindacale si batte affinché venga varata una legge che riconosca ai medici in servizio (convenzionati e dirigenti) lo status di pubblico ufficiale. Allo stesso tempo, sosteniamo la necessità che s’istituisca una Commissione Parlamentare che studi il fenomeno e che proponga misure a tutela del personale medico. Si metta fine al clima di violenza che investe anche i medici e il personale sanitario – ha concluso Onotri – ristabilendo un clima di serenità. Si predispongano misure di sicurezza per assicurare le cure ai pazienti e la piena agibilità per l’esercizio delle professioni mediche e sanitarie in tutto il Paese”.

di Redazione Altovicentinonline