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‘Gioco d’azzardo, piaga sociale ed economica’. Al via progetto di legge in Regione

Dalla regolamentazione dei locali all’istituzione di un Comitato scientifico regionale per contrastare il Gioco d’azzardo patologico. In tutto sono sei gli articoli del Progetto di legge n. 297 ‘Disposizioni relative alla prevenzione dei rischi legati al gioco d’azzardo’ presentato in Consiglio regionale del Veneto dalla Consigliera Giovanna Negro (Veneto del Fare).

“Il gioco d’azzardo ha assunto dimensioni rilevanti nel nostro paese, con connotazioni preoccupanti e costi socialmente rilevanti” spiega Negro. “In Veneto gli ultimi dati disponibili risalenti al 2013 stimano la presenza di 32.500 giocatori ad alta problematicità”. Il provvedimento impegna la Regione Veneto a prevenire le ludopatie soprattutto nei confronti di minori e anziani. La norma stabilisce misure stringenti per i locali adibiti a ospitare slot machine, tra cui almeno 10 metri quadrati di superficie disponibili per ogni dispositivo di gioco, illuminazione naturale diretta, visibilità dei giocatori dall’esterno della struttura e divieto di fumo. Per contrastare il fenomeno delle ludopatie, il provvedimento prevede che le Ulss del Veneto entro il 30 giugno di ogni anno presentino un programma di informazione per gli studenti delle scuole di secondo grado: due incontri all’anno per ciascun istituto per raccontare i rischi connessi al gioco d’azzardo. È prevista poi l’istituzione del Comitato Regionale Gambling Permanente, un comitato scientifico nominato dal Consiglio Regionale e formato da cinque esperti di fama nazionale con lo scopo di predisporre le linee guida relative a diagnosi, riabilitazione, supporto ai famigliari e monitoraggio del gioco d’azzardo patologico. Infine il provvedimento prevede l’apertura presso la Direzione Sociosanitaria di un numero verde antiusura dedicato ai giocatori patologici. Gli oneri finanziari previsti a carico del bilancio regionale ammontano a 200 mila euro per gli esercizi 2018 e 2019. “Il gioco d’azzardo patologico è una vera e propria dipendenza patologica perché presenta un’alterazione dei sistemi neuropsichici i quali comportano lo sviluppo e il mantenimento della patologia stessa – dice Negro – In Italia l’1 per cento della popolazione tra i 15 e i 64 anni è da annoverarsi tra i giocatori patologici e il 2 per cento mostra un profilo di rischio. Sono numeri che non possono essere sottovalutati e che devono essere affrontati sia dal punto di vista della localizzazione delle sale slot come si è fatto recentemente a livello normativo urbanistico, sia dal punto di vista della lotta alla prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo”.