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L’11esima volta di Casini, fuori Bonino, Sgarbi, Bellanova e Bossi. Salvini lo vuole senatore a vita

Le urne del 25 settembre ridisegnano lo scacchiere del Parlamento, decurtato per la prima volta di un terzo dei suoi rappresentanti, e non mancano gli esclusi eccellenti. C’è chi ce l’ha fatta ancora, come Pier Ferdinando Casini eletto per l’undicesima volta consecutiva, e chi ha dovuto alzare bandiera bianca dopo tanti anni di militanza. E’ il caso di Umberto Bossi, fuori dal Parlamento dopo 35 anni.
Il più illustre dei trombati è proprio il Senatur, entrato a Palazzo Madama nel 1987 e oggi fatto fuori alla Camera, nel collegio di Varese, dove la Lega non ha ottenuto alcun seggio. Ha provato a correre in suo soccorso Matteo Salvini, chiedendo per Bossi la nomima di senatore a vita. Non conosce ostacoli invece Casini, eletto per la prima volta nel 1983 alla Camera e ancora oggi confermato al Senato. Vincendo nel collegio uninominale di Bologna con il 40% dei voti (contro il 32,3% ottenuto da Vittorio Sgarbi), l’ex segretario Udc – ora al Pd – si conferma come il veterano tra gli eletti. Più anziano di lui al momento c’è solo Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica e senatore a vita.

S’apprestano a collezionare la loro nona legislatura altri tre pezzi da 90: Roberto Calderoli per la Lega, Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia, e Maurizio Gasparri per Forza Italia. Resta fuori invece Stefania Prestigiacomo. Candidata al Senato nel collegio plurinominale, l’ex senatrice di Forza Italia non potrà sedere tra gli scranni di Palazzo Madama dopo 28 anni trascorsi ininterrottamente in Parlamento. Fuori anche Emma Bonino, eletta per la prima volta nel 1976. Stavolta è stata esclusa nel collegio uninominale di Roma centro, superata dalla candidata di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni.

Ce la fa Giulio Tremonti, in corsa per FdI, battuto dal segretario di +Europa Benedetto Della Vedova nel collegio uninominale di Milano per la Camera ma ripescato nel proporzionale. Per +Europa, invece, l’unico altro rieletto è Riccardo Magi a Torino. Dentro anche Bruno Tabacci, altro fedelissimo del parlamento. Resta in Senato, invece, la presidente Maria Elisabetta Casellati. L’economista Carlo Cottarelli, candidato per il Pd al Senato nel collegio uninominale di Cremona, è stato sconfitto da Daniela Santanché di Fratelli d’Italia ma rientra grazie al proporzionale.

Escono dalle Camera anche Vittorio Sgarbi, Simone Pillon, Teresa Bellanova, Luigi Di Maio e tutti coloro che hanno seguito l’ex capo M5S nella sfortunata esperienza di Impegno Civico: Vincenzo Spadafora, Lucia Azzolina e Manlio Di Stefano. Molti i big del Pd che perdono il posto: Emanuele Fiano, Andrea Marcucci, Stefano Ceccanti, Filippo Sensi, Monica Cirinnà. Torna invece in Parlamento Silvio Berlusconi, stavolta come senatore. Ed esordio assoluto per Rita Dalla Chiesa, Andrea Crisanti, Claudio Lotito, Ilaria Cucchi, Aboubakar Soumahoro.