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Salumi veneti taroccati: a rischio le produzioni di qualità

“Le false indicazioni di origine sui salumi mettono a rischio un mercato dei prodotti a denominazione (Dop) a base di carne, che vale 5 miliardi di euro, danneggiando la reputazione di specialità Made in Italy consumate in tutto il mondo”. È quanto afferma Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’operazione dei Carabinieri del Comando per la tutela agroalimentare, che hanno smascherato irregolarità in prodotti a base di carne.
“Gli insaccati, insieme al vino, ai formaggi, olio e conserve di pomodoro sono tra i prodotti più contraffatti al mondo – spiega Coldiretti, ricordando che in Veneto si concentra una produzione suinicola di qualità pari ad un valore di 200milioni di fatturato realizzato da 70mila capi destinati, soprattutto, a prosciutti Dop come il San Daniele, Parma e Veneto Berico ed Euganeo, allevati da oltre 300 imprenditori suinicoli”.
Con l’entrata in vigore dell’obbligo di provenienza in etichetta si restituisce dignità agli allevatori del comparto, duramente colpiti dal crollo dei prezzi dei maiali e dal contemporaneo aumento di quelli delle materie prime per l’alimentazione animale.
“Proprio per questo l’operazione delle forze dell’ordine assume rilevanza per gli allevamenti, che devono sopportare la concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero e spacciati come nazionali, proprio mentre si sta verificando un insostenibile incremento dei costi di produzione. È importante – conclude Coldiretti Vicenza – tutelare un settore di punta dell’agroalimentare, come la norcineria nazionale, che offre lavoro nella filiera a circa centomila persone a partire dai 5mila allevamenti presenti in Italia, per soddisfare i 35 milioni di italiani che ogni settimana portano in tavola salumi”.