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Valdastico Nord ko. Casale è salva, a Cogollo esultano: “Finalmente giustizia”

Dopo Besenello è il momento di esultare a Cogollo, o quanto meno per chi, soprattutto in località Casale, venisse fatta chiarezza sull’iter della Valdastico Nord: “Procedura non corretta con la quale intendevano portare avanti l’autostrada, mirata più alla proroga della concessione”.

Doppio colpo da parte del Consiglio di Stato, ma l’effetto è sempre lo stesso: annullata la delibera del Cipe che autorizzava il tratto vicentino dell’A31 Nord, che doveva sfociare a Besenello passando per la vallata dell’Astico. Un provvedimento che al Mit ha fatto prendere una decisione:”Veneto e Trento si mettano d’accordo e formalizzino un progetto unitario”. Se di autostrada si deve parlare, insomma, va fatto assieme e non ciascuno pensando a come disegnarla sul proprio territorio.
Quasi non ci speravano i firmatari che si sono rivolti al Consiglio di Stato, dopo il no incassato due anni fa dal Tar Lazio.  Giorgio Zuccollo, Beppino Dall’Osto, Maurizio Dall’Osto l’Associazione Gruppo Sportivo Ricreativo Casale: “Non siamo mai stati contrari alla prosecuzione della Valdastico. Il nostro ricorso era contro una procedura, ed un modo di fare le cose, che ritenevamo e riteniamo contrarie alla legge.  L’esito del Tar di lasciò molto perplessi – commenta Fabio Dall’Osto,  forte sostenitore della battaglia innescata a Cogollo – Come ultima spiaggia restava il Consiglio di Stato anche se, dopo l’esito del tribunale amministrativo, eravamo sfiduciati. Ma non volevamo lasciare nulla di intentato e abbiamo avuto ragione e, anche per questo, voglio ringraziare particolarmente Giuliano Zuccollo”.

“Sulla Valdastico Nord ognuno la può pensare come vuole ed io personalmente penso che ci serva solo un’infrastruttura viaria che migliori quella esistente. E una bretella specifica fino alla piana industriale di seghe di Velo che snellisca il traffico pesante- continua -O perlomeno che si usi il buonsenso nella progettazione. Noi tutti dobbiamo ringraziare quanti ci hanno aiutato in questo percorso, che non sono solo persone di Cogollo ma di tutta la Valle. In particolare anche l’attuale amministrazione comunale di Cogollo che ci ha sempre sostenuto e concretamente aiutato.
Questo certamente non lo possiamo dire per l’amministrazione precedente che non ha avuto il coraggio di fare il ricorso. Tante persone, di varia estrazione e anche ex amministratori, si trastullano a fare commenti, critiche o addirittura video promozionali su questo argomento che riportano sui social. A loro voglio dire di informarsi bene delle cose prima di parlarne e soprattutto di “agire” in modo concreto. Cosa che hanno fatto davvero in pochi. Si parla ma poi non si agisce. Ecco nel nostro caso chi ha agito ha messo concretamente del suo tempo e denaro per questa causa – conclude- Spero che se la Valdastico Nord deve essere fatta, gli amministratori dei paesi interessati leggano bene le carte e facciano rispettare legge, e buonsenso, perché credo che questo faccia parte dei compiti che gli hanno affidato i propri cittadini”.


“Una sentenza che per noi è stata come una bomba, di massima soddisfazione – continua Fabio Dall’Osto che, assieme al fratello Giuliano presidente del gruppo sportivo ai tempi del ricorso al Tar Lazio, non ha mai voluto arrendersi  -Era inconcepibile che, dopo trentanni, dalla sera alla mattina ci siamo trovati un progetto che sarebbe passato per Cogollo, passando con una galleria sotto il Cengio. Il tutto senza che noi cittadini potessimo fare delle osservazioni.  Il tutto per uno spezzone di strada, quello del tratto vicentino, che ancora non si sapeva bene dove andare. Il tutto finalizzato alla proroga della concessione autostradale”.

“la galleria sotto le nostre case”
“Con la sentenza del Consiglio di Stato è arrivata una bella notizia, perché con la variante al primo tracciato volevano passare sotto le nostre case – Ruggero Lorenzato, attuale presidente del gruppo sportivo Ricreativo Casale –  Ci saremmo trovati una galleria sotto il nostro abitato, poi l’uscita del casello di fronte alla piana di Casale.  Prima della variante il tracciato non era così invasivo  ma, dopo, avrebbe distrutto il nostro paese”.

Una vittoria per chi a Cogollo, dopo un progetto che avrebbe puntato dritto in paese, non ci stava ad “una procedura non corretta”, precisa ancora Dall’Osto. Sobbarcandosi quasi 20mila euro in battaglie legali, “ma qualcosa lo abbiamo avuto anche da una colletta da parte dei cogollani”, per arrivare a vedere le proprie ragioni vincere su un progetto che, più che pensare al vero collegamento tra Veneto e Trentino, mirava a mantenere in vita una concessione autostradale, che dura da più di 60 anni, formalmente scaduta sei anni ma che sinora è sopravvissuta, agganciandola al progetto del tratto vicentino della Valdastico Nord.

Paola Viero