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Cinque Comuni del Pasubio dicono ‘no’ alla Valdastico Nord di Fugatti

Le perplessità di natura tecnico-strutturale, per non parlare dell’impatto ambientale della Fugatti’s solution, circa lo spostamento a Rovereto sud del completamento della Valdastico, hanno fatto insorgere ben 5 sindaci, che hanno preso carta e penna, scrivendo un accorato appello all’assessore regionale veneto alle infrastrutture e trasporti, ElisaDe Berti, al neo presidente della provincia trentina Maurizio Fugatti, oltre che al ministro Danilo Toninelli.

Denunciano a chiare lettere l’improponibilità del tracciato T5, tanto caro al leghista Fugatti, che comporterebbe il deturpamento del paesaggio naturale alle pendici del monte Pasubio. “Da anni investiamo risorse per costruire e promuovere uno sviluppo territoriale, per valorizzare una montagna incontaminata, i suoi prodotti tipici, l’agricoltura biologica, un turismo sostenibile non di massa. Tutto questo verrebbe cancellato dal passaggio di un’autostrada”.

Nella missiva, con la quale i cinque primi cittadini, Posina capofila, chiedono un incontro urgente con con i tre amministratori coinvolti nell’opera, che con lo spostamento dell’asse da Besenello a Roveretosud rappresenterebbe una ‘violenza’ ad un territorio che tutto ha, ma non per prestarsi ad un’infrastruttura che non soddisferebbe le esigenze richieste: ovvero fare da collegamento commerciale al traffico su strada.
Ad andarci giù pesante, su una vicenda che promette sviluppi, è il sindaco di Vallarsa Massimo Plazzer: “Con la variante T5, gli amministratori locali non sono mai stati coinvolti nella fase di progettazione, né i cittadini sono mai stati informati”.

Un’opera anacronistica
“Sono passati ormai 50 anni e le ragione che hanno portato all’ideazione della Vladfatico sono ormai cambiate – sostiene il sindaco di Trambileno, Franco Vigagni – Invertire la rotta ed indirizzarsi verso il progetto di sviluppo del traffico merci su rotaia, lungo l’asse del Brennero, è opportuno”.
“Il nostro territorio -continua Vigagni -E’ già caratterizzato dalla presenza di grandi dighe, la popolazione è poca ma distribuita in centinaia di frazioni abitate. I nostri territori prima di grandi infrastrutture hanno bisogno di servizi e risorse, regole diverse diverse adattabili alla montagna per potere sopravvivere”.

L’opera dell’uomo, spezza equilibrio armonioso della natura
“E’ evidente- continua ancora Plazzer – che la costruzione di viadotti e gallerie compromettono proprio la relazione armoniosa, tra uomo e natura. Soprattutto in valli piccole e chiuse come le nostre. Le aree interne di montagna, pur apparentemente marginali, hanno un ruolo fondamentale nella difesa del territorio a tutela del fondo valle. L’ondata di maltempo di fine ottobre evidenzia come l’assenza di adeguata manutenzione di valli e montagne avrebbero portato danni maggiori alle città”.

Riportiamo integralmente il testo della lettera, firmata dai cinque sindaci e spedita oggi dal Comune di Posina, capofila, che sarà interessato dalla costruzione del vicino casello.

Illustrissimi Fugatti, De Berti e Toninelli
l’Associazione 5 comuni del Pasubio, formata dai sindaci e amministratori dei comuni di Posina (VI), Terragnolo (TN), Trambileno (TN), Vallarsa (TN) e Valli del Pasubio (VI), nata nel 1998 con lo scopo di valorizzare e preservare il Monte Pasubio e i territori dei comuni che vi gravitano attorno, è da sempre impegnata e al lavoro sui temi che riguardano la nostra montagna. Pur divisi da un confine regionale, i cinque comuni sono molto simili sia per caratteristiche fisiche, demografia e sviluppo, oltre al legame che da secoli permane tra le popolazioni a cavallo dei nostri passi.
A seguito delle elezioni provinciali del Trentino, abbiamo appreso e stiamo seguendo con attenzione quanto annunciato nel programma del presidente Maurizio Fugatti circa l’ipotesi di completamento dell’autostrada “A31” (Valdastico nord) con la previsione di uscita a Rovereto sud. Tale annuncio oltre ad andare controcorrente rispetto alle previsioni delle amministrazioni trentine del passato, contrarie all’opera, prevede di percorrere un tracciato che nel progetto preliminare è denominato T5, che dagli stessi progettisti è considerato particolarmente complesso per le criticità orografiche delle valli interessate.

È evidente che tale ipotesi di tracciato, qualora dovesse essere confermata e portata avanti, viene ad interessare quattro dei cinque comuni che compongono la nostra associazione e siamo pertanto molto attenti all’evolversi della situazione. In particolare nella nostra ultima riunione del 6 dicembre 2018, abbiamo affrontato l’argomento e sono emersi alcuni aspetti generali e tecnici:
– Pur essendo potenzialmente interessante soprattutto per il comune di Posina che verrebbe ad avere un casello vicino, in generale ci sono forti perplessità di natura tecnica-strutturale (come evidenziato dalla relazione progettuale) in merito al tracciato T5;
– Vanno approfonditi diversi aspetti problematici soprattutto dal punto di vista ambientale rispetto al deturpamento del paesaggio naturale e incontaminato delle pendici del Pasubio, oltre alla quasi certa interferenza con le falde acquifere che alimentano gli acquedotti a servizio di Rovereto e dell’Alpe Cimbra, sotto il Pasubio e il monte Maggio (oltre 50 mila persone servite dagli acquedotti);
– Come comuni del Pasubio da anni stiamo investendo risorse per costruire e promuovere uno sviluppo turistico e territoriale per valorizzare la montagna incontaminata, i prodotti tipici del territorio, l’agricoltura biologica e in generale uno sviluppo economico non di massa che in aree interne come le nostre può risultare vincente e sostenibile; il passaggio dell’autostrada interferirebbe con questo lavoro;
Già nel 2012 i consigli comunali dei tre comuni trentini si erano espressi sfavorevolmente all’opera giudicata anacronistica in quanto le ragioni che cinquant’anni fa hanno portato alla sua ideazione sono cambiate, ed è opportuno indirizzarsi verso il più importante progetto di sviluppo del traffico merci su rotaia lungo l’asse del Brennero;
– Oltre 10 milioni di euro sono già stati spesi sinora per la progettazione e gli espropri dei terreni riguardanti un altro tracciato sostenuto dalla Regione Veneto;
– I territori potenzialmente interessati dal passaggio della variante T5 non sono stati mai coinvolti né in fase progettuale né negli annunci attuali che sono stati appresi dai giornali. Altre ben note esperienze nazionali di grandi opere senza l’adeguato coinvolgimento delle popolazioni locali hanno avuto evoluzioni difficili, sintomo di un modo di operare che va rivisto a livello governativo;
– Da quelche settimana l’UNESCO ha iscritto “L’Arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità in quanto  CAPO-CONVENZIONE PRO TEMPORE COMUNE DI POSINA
Via Sareo, 4 36010 Posina (VI) PEC: posina.vi@cert.ip-veneto.net rappresentano “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”.
Con la costruzione di viadotti e gallerie verrebbe sicuramente a meno la relazione armoniosa fra uomo e natura in valli piccole e chiuse come le nostre.
– Le aree interne di montagna, pur apparentemente marginali, hanno un ruolo fondamentale nella difesa del territorio a tutela del fondovalle: lo hanno dimostrato i fatti di fine ottobre che senza adeguata manutenzione delle valli e delle montagne avrebbero portato a danni maggiori nelle città. Il nostro territorio è già caratterizzato dalla presenza di grandi dighe, la popolazione è poca ma distribuita in centinaia di frazioni abitate. Territori come i nostri – e l’Italia ne è piena – prima di grandi infrastrutture di solo passaggio hanno necessità di servizi, risorse, regole diverse adattabili alla montagna per poter sopravvivere.
Per questo, raccogliendo anche il sentore delle popolazioni che rappresentiamo, l’associazione ha stabilito di scrivere queste considerazioni.
Considerato valore sovraregionale della nostra associazione, vogliamo chiedere un incontro con il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore alla viabilità della Regione Veneto Elisa De Berti per discutere ed approfondire la questione. Abbiamo ritenuto doveroso condividere queste considerazioni anche con il
ministro dei trasporti Danilo Toninelli vista la rilevanza nazionale dell’opera.

In attesa di un gradito riscontro, l’occasione è lieta per salutare cordialmente.
I sindaci dei comuni del Pasubio
Andrea Cecchellero (Posina)
Lorenzo Galletti, (Terragnolo)
Franco Vigagni (Trambileno)
Massimo Plazzer (Vallarsa)
Armando Cunegato (Valli del Pasubio)