AltoVicentinOnline

“Spiego ai ragazzi come la droga ha ucciso mio figlio”. Gianpietro Ghidini sarà a Thiene il 14 febbraio

Mettere al mondo un figlio, dare anima e corpo per questo progetto di vita e vederlo dilaniato dalla droga. Questa la storia di Gianpietro Ghidini che martedì 14 febbraio sarà a Thiene alle 20.45 al Cinema del Patronato S.  Gaetano, per raccontare di come suo figlio Emanuele è morto a soli 16 anni dopo aver provato un cartone di LSD.

Da quando nel 2013 Gianpietro ha perso il suo ‘Ema’ gira l’Italia, va nelle scuole e incontra i ragazzi, parla coi loro genitori e racconta la sua storia, mettendo al loro servizio la tragedia che ha travolto la sua famiglia.
A pochi giorni dalla morte di Emanuele ha fondato l’associazione “Ema Pesciolino Rosso” così chiamata perché, proprio nel punto in cui Emanuele si è gettato nel fiume sotto gli effetti allucinogeni dell’LSD, anni prima assieme al papà Gianpietro aveva liberato un pesciolino rosso.

Nella giornata dedicata all’amore Gianpietro Ghidini giungerà a Thiene già la mattina, perché Engim Veneto ha voluto fortemente la sua presenza al CFP San Gaetano a contatto diretto con gli studenti, affinché  ascoltino dalle vive parole di papà Gianpietro come la droga abbia tranciato per sempre la vita di un loro coetaneo, uscito una sera per una cena tra amici e mai più tornato a casa.

Una testimonianza di come la disperazione e il vuoto scatenati dalla morte del figlio metta in ginocchio anche il più forte del genitore, che però non vuole vanificare il sacrificio preteso dal destino, generando un messaggio di salvezza ed energia.
La stessa energia che Ghidini riceve ogni volta che abbraccia i tanti giovani che incontra in giro per l’Italia, parlando loro come se si rivolgesse al proprio figlio di droga, alcol e delle loro conseguenze.

L’incontro serale del 14 febbraio al Cinema del Patronato S. Gaetano avrà inizio alle 20.45,  a ingresso libero, sarà un’opportunità per tante mamme e papà di capire meglio come ascoltare i propri figli per evitare lo strazio che hanno provato i genitori di Emanuele.

Paola Viero