AltoVicentinOnline

Roana. Gastronomia, usi e costumi dei cimbri protagonisti a Hoga Zait

Si è conclusa domenica 23 luglio l’edizione 2017 di Hoga Zait, la Festa dei Cimbri. Le due parole in cimbro, la lingua parlata storicamente sull’Altopiano significano letteralmente tempo alto, tempo bello, cioè tempo di festa. La festa dei cimbri si svolge da moltissimi anni a Roana e nelle sue frazioni Canove, Camporovere, Treschè Conca, Cesuna, Mezzaselva.

Hoga Zait è una dimostrazione di come sia possibile superare campanilismi e resistenze con l’intento condiviso di offrire agli altri e a se stessi non solo intrattenimento, ma anche un prodotto culturale propositivo, che porta avanti e diffonde valori e tradizioni da secoli tramandate dai cimbri altopianesi. In questa edizione del festival culturale in particolare si è cercato di promuovere le peculiarità del territorio e del popolo, che storicamente ha abitato gli Otto Comuni, dagli usi ai costumi fino alla gastronomia, tema più valorizzato quest’anno.

Inaugurato il 13 luglio con i tradizionali falò propiziatori nelle varie frazioni si è concluso domenica 23 con la traversata della Valdassa, che separa geograficamente le frazioni.

Davide Genovese, della Pro Loco di Roana riguardo l’esito di Hoga Zait 2017 dichiara: “È andata molto bene, c’è stata una buona affluenza di pubblico e molti interessati alla cultura cimbra. Questa edizione ha puntato molto sul fattore gastronomico infatti molto albergatori bar e ristoranti  di tutto il comune per tutta la durata del festival hanno proposto pietanze cimbre composte da ingredienti storici del nostro altopiano. Le pro loco hanno contribuito animando i fine settimana con spettacoli itineranti e stand gastronomici.”.

La manifestazione tra spettacoli, incontri culturali, piatti cimbri e la presenza di artisti internazionali è stata possibile grazie alla Pro Loco, Istituto di Cultura Cimbra e le Istituzioni. Una sinergia di associazioni del territorio, gruppi, persone che per dieci giorni hanno animato il comune dando spettacolo all’insegna della cultura storica dell’Altopiano degli otto Comuni.

Giulia Rigoni