AltoVicentinOnline

Lupi in aumento ma meno predazioni: “80% del bestiame ucciso era incustodito”

480 bestie d’allevamento predate dal lupo, 198 attacchi, ma dalla Regione arriva un altro dato allarmante: “Il 79% dei capi di bestiame uccisi era incustodito”. Aumenta la presenza di lupi nelle zone montane del Veneto, ma calano le predazioni.

La Giunta regionale del Veneto rifinanzia con 250mila euro il fondo regionale per la prevenzione e l’indennizzo di danni causati dagli attacchi dei grandi predatori, lupi e orsi, 50mila euro in più dello scorso anno.

Su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, il fondo per il 2020 aumenta di 50mila euro, per integrare le risorse stanziate dal Programma di Sviluppo Rurale per gli interventi di prevenzione: recinti elettrificati, dissuasori acustici e dissuasori ottici.

Ma a preoccupare è il mancato utilizzo delle protezioni per il bestiame da parte di molti allevator, che non usano le tutele di base per prevenire gli attacchi da parte dei predatori.

“La Regione Veneto ha previsto un intervento complessivo di 500mila euro a sostegno degli investimenti di allevatori e pastori perché si dotino delle necessarie misure preventive rispetto all’attacco dei grandi carnivori, in particolare lupi e orsi – ha spiegato Pan – La somma aggiuntiva di 50 mila euro stanziata quest’anno aiuterà le aziende escluse dai bandi del Programma di Sviluppo Rurale o arrivate a bando concluso. Così sarà possibile garantire continuità non solo all’attività di indennizzo dei danni diretti o indiretti subiti, ma soprattutto al lavoro territoriale di sensibilizzazione e supporto agli allevatori perché si dotino degli strumenti possibili per proteggere i loro capi dagli attacchi di lupi e grandi carnivori. Va sottolineato però che 8 volte su 10 il lupo ha attaccato capi incustoditi o protetti da sistemi inadeguati di recinzione”.

I numeri delle predazioni

Nel corso del 2019 le predazioni accertate da parte di lupi singoli o in branco sono state 198, due in più rispetto all’anno precedente. I lupi, presenti nelle province venete Verona, Vicenza, Belluno e Treviso, hanno attaccato 159 aziende e causato la morte di 425 capi, il ferimento di 55 e la dispersione di 302 animali, tra bovini, ovini e caprini, asini e cavalli. I territori dove le predazioni sono state più consistenti sono la Lessinia, dove tra maggio e metà giugno si è concentrato il numero più consistente nel Veronese di capi uccisi o dispersi, e il Vicentino, con l’Altopiano di Asiago. Qui, in particolare, le statistiche dei capi uccisi registrano una impennata anomala (266 a fronte dei 173 del 2018), a causa di quanto avvenuto l’1 agosto scorso a Malga Campocavallo, quando un unico attacco predatorio del branco ha causato la perdita di 75 pecore e capre, rimaste imprigionate tra i tronchi abbattuti da Vaia.

“Al netto di quell’episodio difficilmente prevenibile – ha commentato Pan – il numero di capi predati nel 2019 risulta inferiore del 10 per cento rispetto ai 450 capi del 2018, sebbene nel frattempo sia aumentato il numero di branchi nelle aree alpine e prealpine del Veneto. Il calo delle predazioni interrompe un trend che appariva in costante crescita dal 2012 (anno della prima comparsa del lupo in Lessinia) e dimostra che gli interventi di prevenzione e difesa messi in campo dalla Regione, grazie alla collaborazione delle associazioni e delle istituzioni locali e al supporto di esperti e del mondo accademico, stanno iniziando a mitigare l’impatto del grande predatore. Resta tuttavia aperto il problema della convivenza tra il lupo, ormai presente con una dozzina di branchi, e aree fortemente vocate alla pastorizia e soprattutto all’allevamento bovino come la Lessinia, l’Altopiano di Asiago, il Grappa, o i pascoli della Valbelluna. Ma solo un piano di gestione nazionale potrà consentire di affrontare organicamente il problema, visto che il lupo è specie protetta”.

Gli interventi messi in atto dalla Regione nei confronti degli allevatori non si limitano al fondo regionale per gli indennizzi dei danni diretti e indiretti (la cui disponibilità risarcitoria è salita dai 40 mila euro del 2016 ai 400 mila euro del biennio 2019-2020): “Dal 2016 ad oggi la Regione Veneto ha stanziato oltre un milione di euro – ricorda Pan – per finanziare 432 interventi di prevenzione e messa in sicurezza nelle malghe e nelle aziende zootecniche, fornendo cani maremmani, recinti elettrificati, dispositivi di dissuasione e la consulenza di tecnici, sia per la corretta installazione e il controllo dei dispositivi, sia per la corretta presentazione della domande di indennizzo. Indennizzi che la Regione liquida con una tempistica sempre più celere: il tempo medio nel 2019 è stato di 114 giorni, ma quando l’istanza è correttamente compilata riusciamo a pagare entro due mesi”.