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Anche l’alto vicentino travolto dalla crisi Trenkwalder. Lavoratori senza stipendio

Anche operai e impiegati dell’alto vicentino tra le migliaia di lavoratori che ancora aspettano lo stipendio di settembre dalla Trenkwalder, agenzia modenese per il lavoro in affitto e con migliaia di filiali in tutta Italia. 
Il buco da 30 milioni di euro, in debiti che la Trenkwalder deve a Inps e erario, ha indotto le banche a chiudere i rubinetti decidendo di non rinnovare le linee di credito, mettendo di conseguenza in ginocchio numerose famiglie, anche vicentine che senza preavviso non si sono trovate lo stipendio in conto.

Il tutto ha avuto inizio alla metà di ottobre, come spiega alla nostra redazione un lavoratore che tramite la filiale di Thiene della Trenkwalder aveva trovato lavoro: “ Quando non mi sono trovato il bonifico in banca ho contattato l’agenzia, che mi aveva spiegato che c’era un disguido e che entro pochi giorni tutto si sarebbe risolto”. Giorni che passano coi soldi che non entrano nel conto, mettendo in campo le preoccupazioni quotidiane di chi deve far di conto con affitto, bollette, spesa perché vivere bisogna, seppur senza l’accredito dello stipendio si sfiori di più la sopravvivenza.
Una situazione di disagio grave che non trovando soluzioni concrete dall’agenzia per il lavoro, ha visto i lavoratori rivolgersi ai sindacati per tutelare i propri diritti, Cgil Cisl e Uil che hanno chiesto fin da subito un incontro coi vertici dell’azienda, per monitorare con attenzione la vicenda per garantire la tutela dei lavoratori coinvolti.

Momenti frenetici che nel giro di sei giorni, vista la criticità del dissesto finanziario, ha indotto la Trenkwalder a presentare al Tribunale di Modena l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, un atto che in parole povere dovrebbe permettere all’azienda di non chiudere stante un programma di risanamento. Nel contempo i vertici aziendali presentavano le proprie scuse a tutte quelle persone che credevano nel loro operato, tramite una lettera scritta dall’amministratore unico Peter Zehentleitner: “Ci siamo assunti immediatamente la piena responsabilità e abbiamo chiesto scusa a chi sta subendo le conseguenze – continua nella sua lettera aperta – Attualmente 3420 stipendi sono accreditati e 5405 sono ancora da accreditare”.

Ma quanto manca alla soluzione della vicenda? “ Al momento non possiamo ancora indicare una data precisa – fanno sapere  – Attendiamo il via libera delle banche. Siamo dispiaciuti per i disagi arrecati”.
La parola ora passa alle banche, dopo che il Tribunale di Modena ha rilasciato una sorta di ‘via libera’ come riferisce al Resto del Carlino Sido Bonfatti commissario nominato per la procedura : “Il Tribunale ha sbloccato la prassi per accedere al credito bancario che era congelato – continua – Ora è decisiva la delibera delle banche per la riapertura ai crediti”.

Nel frattempo continua il lavoro dei sindacati, affinché venga applicato il principio di solidarietà, previsto dal decreto legislativo 81/2015, ovvero che il lavoratore venga pagato direttamente dall’azienda in cui ha lavorato, sostituendosi alla Trenkwalder che ha inoltre rinunciato alla penalità di risoluzione anticipata del contratto nel caso una persona intenda dimettersi.
In sintesi, il lavoratore che ha lavorato e non è stato pagato, ‘può’  dimettersi senza alcuna morsa penale, per poter continuare a lavorare, sempre che trovi un altro posto di lavoro, attendendo che gli venga riconosciuto quanto gli spetta.

Paola Viero