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Zanè. Il comune perde il terzo ricorso contro Tennis club. Greselin: ‘Berti ci faccia il regalo di Natale e si dimetta’

Potrebbe essersi conclusa con un danno di oltre 20 mila euro la causa intentata dal comune di Zanè verso l’associazione sportiva Tennis club, provocata da divergenze e, forse, incomprensioni relativamente alla proprietà delle attrezzature mobili della struttura sportiva dei campi da tennis di Viale dello sport.

 

Una causa con ben tre gradi di giudizio, l’ultimo fresco fresco di ieri, uscito dalla cancelleria del tribunale di Vicenza, tutti contrari all’amministrazione di Roberto Berti. Causa legale originata dopo che, nel 2012, la gestione dei campi da tennis passò dal Tennis club alla società Olimpia, ottenuta tramite regolare gara di affidamento. Il tennis club, che negli anni della sua gestione aveva approntato notevoli migliorie acquistando strutture dedicate, decise ad un certo punto di portarsi via quei beni mobili che, da contratto, avrebbero dovuto essere loro restituiti, perché di proprietà del club. In particolar modo si parla della struttura di copertura, il cosiddetto ‘pallone pressostatico’, e di tutta una serie di attrezzature quali le gettoniere, le verande in pvc ed i proiettori.

 

L’accordo di cessione delle attrezzature al comune per una cifra di circa 15 mila euro non andò in porto, tanto che la causa che metteva in discussione anche la legittima proprietà di pallone e affini, si è protratta fino a ieri, quando la sentenza del tribunale ha decretato che il comune non solo ha perso il terzo ricorso, ma deve anche risarcire la società sportiva, accollarsi le spese legali e, viene da sé, riacquistare le strutture che sono tornate per legge in mano al club (che ha già smontato pezzo per pezzo il pallone), la spesa delle quali potrebbe aggirarsi oltre 50 mila euro.

 

A puntare il dito su una ‘pelosa ostilità ad aggrapparsi sugli specchi’ è l’ex assessore al patrimonio pubblico Jimmy Greselin, mosso, a suo dire, dal dispiacere di vedere le casse comunali dissanguarsi a causa di quella che definisce senza mezzi termini una ‘deleteria cocciutaggine’ del primo cittadino. ‘L’arroganza non paga – ha infatti commentato, tagliente, Greselin – anzi, si può dire che sono i cittadini ad essere costretti a pagare a causa di una amministrazione che fa solo danni. E’ incomprensibile questo accanimento nei confronti del Tennis club, e a niente sono serviti i consigli a non insistere con una difesa a dir poco strampalata e ridicola. Quando la società aveva offerto 15 mila euro per l’acquisto delle strutture, perché non hanno accettato l’accordo? Si sono imbarcati in una causa giudiziaria che non solo dovranno pagare nel totale, ma adesso sono anche senza strutture sportive, che dovranno ricomprarsi, sempre con i soldi dei cittadini. L’unica cosa dignitosa in una vicenda tanto miserevole sarebbero le dimissioni del sindaco e della giunta sotto l’albero di Zanè. E mettiamoci pure una letterina di scuse ai cittadini’.

 

Il sindaco, da parte sua, prende tempo ed è saldamente deciso a non fare dichiarazioni affrettate. E non esclude nemmeno un ulteriore ricorso contro la società sportiva. ‘Ne dobbiamo discutere con l’avvocato – ha dichiarato – per capire fino in fondo qual è stata la motivazione che ha decretato la sentenza del tar, e capire come procedere per il bene del paese. Per quanto riguarda l’offerta dei 15 mila euro, l’ho già detto e lo ripeto, non ne eravamo al corrente, e non sono nemmeno convinto che fosse possibile metterla in pratica. La causa ce la siamo trovata tra capo e collo dopo tre anni, nel 2015. Mi chiedo perché è passato così tanto tempo tra il passaggio di gestione e la presunta richiesta di accordo da parte del Tennis club’.

 

Marta Boriero