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L’appello di Ava: “Niente tazzine o specchi rotti nelle campane del vetro”. I furbetti del riciclo lo rendono inutile o più caro

Il tutto e il di più gettato nelle campane per la raccolta del vetro. Errori commessi da cittadini distratti, o furbetti, che rischiano di compromettere il ciclo di recupero oltre che farne lievitare i costi.  A lanciare l’allarme AVA società di Schio che gestisce il recupero dei rifiuti differenziati per 31 comuni dell’Alto Vicentino.

L’ignoranza o la furberia nel differenziare i rifiuti  rischia di far aumentare i costi di selezione e smaltimento, oltre mandare a monte  l’intero processo di raccolta dei rifiuti.  Dopo anni dall’avvio alla raccolta differenziata sembra ancora strano che si possa incappare in distrazioni, o presunte tali, che fanno conferire tazzine o piatti di ceramica e vetroceramica, specchi, lampadine e lampade al neon dentro le campane del vetro.

Sempre più spesso, infatti, gli operatori di AVA (Alto Vicentino Ambiente) riscontrano delle anomalie dovute ad uno scorretto conferimento di oggetti in ceramica, vetroceramica e cristallo: “Sono i ‘nemici’ del vetro che in fase di recupero vanificano l’intero processo – spiega l’azienda con una nota  – Per quanto riguarda la ceramica questa può essere presente nel riciclo del vetro solo con la percentuale minima dello 0,3%. Stesso discorso per il cristallo, che seppur simile ad occhio nudo al vetro, contiene metalli pesanti, come il piombo, che contamina il processo di riciclo”.

Per questo AVA ricorda che ceramica, contenitori in pyrex, specchi, lampadine a LED o al neon vanno conferiti esclusivamente nei centri comunali di raccolta, mentre le lampadine ad incandescenza e alogene vanno gettate nel rifiuto secco. Parimenti prima di gettare i contenitori di vetro nell’apposita campana, vanno separati da altri materiali e svuotati.

P.V.