AltoVicentinOnline

Velo d’Astico. La Contessa d’Adda: “Sono molto felice di esplorare la vostra bellissima terra”

“Sono veramente emozionata di venire a Velo d’Astico a rendere omaggio al mio avo, il conte Brandolino Brandolini d’Adda”. Con queste parole cariche di entusiasmo Polissena Brandolini d’Adda ci parla del suo viaggio che da Firenze la porterà il 18 aprile nei luoghi in cui il suo lontano parente combatté per la Patria, arruolandosi come volontario nella fanteria durante la Grande Guerra, rimanendo gravemente ferito il 26 giugno del 1916  e morendo pochi giorni all’ospedale di Schio.

Si recherà quindi a Velo d’Astico, a rendere omaggio al conte Brandolino Brandolini d’Adda di fronte al cippo militare, eretto in suo onore nel  comune dell’alto  vicentino, caposaldo italiano durante la Grande Guerra nella primavera del 1916 nella battaglia degli Altipiani, combattuta  dall’esercito italiano per bloccare la Strafexpedition austro-ungarica, cruento conflitto che costò all’esercito italiano un numero immane di vite: oltre 15 mila morti, 76 mila feriti e 55 mila fra prigionieri e dispersi.

Contessa Polissena cosa l’ha spinta a intraprendere questo viaggio?
“Non mi chiami contessa, non ho questo titolo, a tutti gli effetti sono una nobildonna ma per tutti sono Polissena – precisa scoppiando in una leggera risata la Brandolini d’Adda  – Vengo a Velo d’Astico perché sin da piccola io, mio fratello e mia sorella siamo cresciuti coi racconti di nostro padre sulla storia di Brandolino, un uomo dal carattere vivace e contrassegnato da un forte spirito patriottico”.

Che rapporto di  parentela ha col conte Brandolino?
“E’ il fratello del mio bisnonno Girolamo Brandolini d’Adda, deputato e volontario nella Grande Guerra anche lui come Brandolino  – ci spiega con calma e guidandoci nei nomi di battesimo che ritornano nelle generazioni della famiglia Brandolini d’Adda – Mio papà Girolamo è molto legato alla figura di Brandolino e per questo, come tutta la nostra famiglia, è molto riconoscente all’Anget di Vicenza, in particolar modo al cavaliere Orfelio Gasparoni con cui mantiene una stretta corrispondenza”.

Verrà anche suo padre a rendere omaggio al cippo militare?
“Purtroppo no. Anche per esaudire un suo desiderio personale sarò presente io a nome suo e della nostra famiglia – continua Polissena Brandolini d’Adda – Sarà un viaggio di ricerca delle radici di famiglia, potendo rendere onore a un nostro parente che, come tante persone, si sono sacrificate per la Patria. Porterò con me la medaglia d’argento al valore militare concessa al pro prozio Bardolino e il libro che ne racchiude la sua storia, scritta da Annibale Brandolino d’Adda. Per me sono pagine care di storia familiare, nelle quali viene tratteggiata la figura di Brandolino, dalla sua esperienza in parlamento alla sua decisione di arruolarsi come volontario allo scoppio della Grande Guerra e partire per il fronte dove morì il 28 giugno del 1916 all’ospedale di Schio, in seguito alle gravi ferite che riportò due giorni prima ad Arsiero”.

Paola Viero