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Cittadini, fiducia e banche, ecco la ricetta dei tosiani con il tasso minimo dei conti correnti

Un interesse minimo garantito a chi lascia i risparmi depositati nei conti correnti. Lo chiedono i consiglieri regionali tosiani Stefano Casali, Giovanna Negro, Andrea Bassi e Maurizio Conte con una mozione in cui si invita la Regione “ad attivarsi con sollecitudine nei confronti del Governo perché intervenga normativamente prevedendo un tasso minimo di rendimento dei conti correnti e dei depositi bancari al netto delle imposte e delle spese di gestione”. Dice il capogruppo Casali: “Ormai i cittadini non hanno più fiducia negli istituti di credito, non investono più, la ricapitalizzazione delle banche viene fatta con interventi della Bce perché il territorio non mette più fondi a disposizione con il risultato che gli istituti di credito non sono più inseriti nel territorio e sono percepiti lontani. Riconoscere un interesse è un modo per far crescere l’economia e lo sviluppo del territorio ma per tornare nella giusta via è necessario un provvedimento legislativo”.

“Al contrario le banche verranno comandate dalla finanza schiava di una politica sovranazionale distante dal territorio”, conclude Casali. Conte, presidente della commissione regionale d’inchiesta sugli istituti bancari, spiega che la preoccupazione sul tema del risparmio è nata dalle valutazioni emerse dai lavori della commissione.

“Fondi come Atlante che stanno acquisendo il controllo del sistema bancario veneto in seguito alla crisi delle popolari, hanno appetiti nella nostra regione perché qui si trova il 30 per cento del risparmio prodotto in Italia. Il rischio è che questi fondi non reinvestano nel territorio ma all’estero. La nostra è una proposta fondamentale per rimettere in linea il rapporto tra credito e risparmiatori”. Il tema per la consigliera Negro ha anche un risvolto etico: “Rivendichiamo un’etica di riconoscere un “obolo” a chi investe il proprio risparmio, dare un riconoscimento significa tutelare la nostra gente”. Per il consigliere Bassi “La storia tra cittadini e banche è la storia di un rapporto entrato in crisi quando ignari risparmiatori si sono visti bruciare i propri soldi per colpa esclusiva del sistema bancario. Per fare in modo che riprenda un rapporto virtuoso le banche devono dare un segnale ai risparmiatori, è un passo che dovrebbero fare senza sollecitazioni ma sono state fatte orecchie da mercante per questo abbiamo aderito all’iniziativa proposta da Conte”.