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A Posina mai visti gnocchi così perfetti: merito del cuoco samurai

Vuole esportare in Giappone gli gnocchi di Posina e quale miglior modo per imparare a farli se non lavorare nella cucina di una trattoria tipica? Succede al Garibaldino, ristorante familiare attivo dal 1845 che ha fatto della rinomata patata di Posina l’ingrediente base di uno dei piatti veneti per eccellenza. 

Il cuoco giapponese è Masato Kubota, 27 anni, di Nagoya, metropoli sul Pacifico che conta 2 milioni e 300 mila abitanti.

Difficile pensare come si è potuto sentire il giovane dagli occhi a mandorla una volta giunto in paese da Nagoya, città enorme davanti alla quale Posina potrebbe soffrire letteralmente di agorafobia. Masato Kubota è arrivato con l’umiltà e la dedizione che solo i giapponesi sanno avere, e da qualche giorno passa le sue serate in totale concentrazione zen, a impastare farina e patate trasformandole in gnocchi.

Leonardo Pagliarin, 39 anni, titolare del Garibaldino, rivela come è avvenuto questo singolare incontro con il figlio del Sol Levante. “Ci siamo incontrati in un ristorante a Napoli – racconta Pagliarin – Lavoravamo lì entrambi per sperimentare nuove pietanze. Quando è stato il momento di tornare a Posina, anche Masato aveva finito il suo tirocinio, così gli ho proposto di venir qua e imparare a fare gli gnocchi. Sapevo infatti che il suo desiderio più grande era quello di assimilare il maggior numero di pietanze possibili in Italia, e portarle in Giappone”.

A vederlo tagliare l’impasto in piccoli tocchetti, tutti esattamente della stessa misura, con quegli occhi a mandorla e la precisione di un samurai fa una certa impressione. Masato però l’italiano lo parla discretamente e lo capisce ancora meglio. “Voglio aprire un ristorante in Giappone – confida il giovane cuoco – e portare il meglio di quello che ho imparato in Europa, unendo il tutto in una cucina ‘fusion’. Mi piace quella spagnola in particolare. La cucina italiana è molto più difficile di quella giapponese perché usa molti più ingredienti, e li mescola tra di loro in più fasi successive. Al confronto, la cucina giapponese è molto facile”.

Masato è un vero giapponese, confermano i cuochi del Garibaldino. Quando gli dai una cosa da fare, la prova fino a che non l’ha imparata alla perfezione e poi la esegue con la tecnica di un robot. Per questo i giapponesi sono molto richiesti nei ristoranti stellati, per la loro precisione e affidabilità. Inoltre, e qui si coglie il dna del perfetto samurai, nella cucina del Garibaldino i coltelli non sono mai stati così affilati. “E’ molto efficiente, non chiacchiera e non perde tempo – continua Pagliarin – solo dopo i primi giorni con noi ha imparato a ‘rilassarsi’ un poco, ma di sicuro perseguirà fino in fondo il suo obiettivo”.

A controllare che ‘l’onore’ degli gnocchi di Posina sia salvo è arrivato anche il sindaco Andrea Cecchellero, che con la sua amministrazione ha costatato la bravura del cuoco. “Nessuna differenza tra i suoi gnocchi e i nostri– ha ammesso soddisfatto il primo cittadino –  Sono perfetti entrambi”.

Marta Boriero

Anna Bianchini