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Coronavirus. Zaia: “Fosse per me, chiuderei anche i centri commerciali. Basta corsette”

“Fosse per me chiuderei centri commerciali e le rivendite della domenica, restringerei le regole stabilite dal decreto nazionale il più possibile .. I veneti sono delle persone per bene ma basta con le passeggiate che iniziano in solitaria e che poi si trasformano in gruppetti”.

Luca Zaia, nel consueto punto stampa giornaliero, ha ammonito tutti quei veneti che ieri, probabilmente invogliati dalla bella giornata dai sapori primaverili, sono usciti e sono stati fotografati da cittadini indignati che gli hanno fatto recapitare le immagini.

Abbiamo 156 persone con un tubo in bocca nelle terapie intensive dei nostri ospedali, se dico che dobbiamo restare a casa lo dobbiamo fare veramente. E’ inutile isolarsi solo la sera se poi durante il giorno si approfitta di quella parte del decreto che concede la corsetta. Ieri (n.d.r.) mi ha scritto una nota atleta che fa le ultra maratone, che non sta uscendo di casa e che si allena all’interno del proprio domicilio. Lei stessa mi ha chiesto di rivolgere un monito a quegli sportivi, che pensano di non fare del male alla comunità correndo in solitaria, ma che non si rendono conto che sulle piste ciclopedonali diffondono il virus. A volte si tratta di asintomatici che godono di ottima salute, ma che sono portatori di coronavirus. Tutti abbiamo visto le foto arrivate alle Province in cui si vedono queste persone in fila indiana che non si rendono conto di essere portatori sani. Vi prego di pensare a quelle 156 persone ricoverate in ospedale, che le previsioni matematiche che finora non hanno sbagliato dicono aumenteranno e che, anche se ne usciranno vive, non si sa che danni permanenti potranno riportare. Il coronavirus non procura solo morte, ma fa danni devastanti anche di tipo neurologico e lascia strascichi per tutta la vita. Io sono uno che ha sempre corso – ha continuato Zaia – Non lo faccio più, anche se conosco percorsi isolati. Voglio dare io per primo l’esempio. La corsa non può essere un alibi per uscire e chiederò al governo di inasprire il decreto nel rispetto della libertà degli individui che devono capire che se la loro è sacrosanta, questo non può ledere quella degli altri. Ci sono dei sindaci che stanno facendo degli sforzi incredibili, che stanno rischiano il reato di sequestro di persona emettendo ordinanze restrittive, altri girano col megafono nei loro paesi per invitare sonoramente i cittadini a stare in casa”.

“I modelli previsionali non mentono”

“Stiamo lavorando sulla base di modelli statistici che ci illuminano in questa ‘guerra’ – ha sottolineato il governatore – Addirittura siamo in grado di prevedere i nuovi contagi. La strategia dei tamponi è la strada da perseguire, nonostante le sterili polemiche che non ci vengono risparmiate. La partita della ‘caccia’ ai positivi asintomatici ce la giochiamo e ci crediamo, la situazione di Vò ci dà ragione e andremo avanti campionando i cittadini con il fine di fare effettuare 11mila tamponi al giorno. Si darà la precedenza al personale sanitario, agli ospiti delle case di riposo e ai medici di base. Abbiamo 54mila dipendenti nel settore Sanità. Finora abbiamo fatto 35mila tamponi, più casi isoliamo, più arginiamo il virus. Questo è il modello che stiamo seguendo – ha ribadito Zaia chiedendo di non fare polemica mettendo a paragone le strategie delle varie Regioni o degli altri paesi europei – Ognuno deve agire secondo le caratteristiche del proprio territorio. La Lombardia, ad esempio, sta seguendo il proprio modello, così come l’Inghilterra. Anche quello di Boris Johnson è un modello scientifico, ma noi non lo condividiamo.

Sanificazione degli ambienti

Il presidente della Regione Luca Zaia, su imput delle domande dei giornalisti presenti alla conferenza stampa di lunedì mattina, ha anche affrontato l’argomento ‘sanificazione delle strade’ preannunciando che la Regione contatterà i sindaci per disinfettare le strade nei limiti delle possibilità dei vari Comuni. “Metteremo in campo tutti gli strumenti di prevenzione, i 3 milioni di mascherine ordinate e con i requisiti al top che offre la piazza, sono state bloccate perché il coronavirus adesso è entrato con più imponenza in paesi che prima avevano dei piccoli focolai. Queste realtà adesso fanno una massiccia richiesta di mascherine, che vengono contese a livello internazionale, quindi è tutto molto più difficile. Anche le procedure di approvvigionamento non sono semplici e  si rischia di pagare anticipatamente quello che poi non arriva”.

Controlli nelle aziende

Sono partiti stamattina in tutte le province del Veneto i controlli dello Spisal, che a sorpresa è arrivato in molte ditte venete per verificare se fossero attuati i dispositivi di sicurezza previsti contro il coronavirus. “Non sappiamo ancora tracciare un bilancio, una cosa è certa, chi non rispetterà le regole chiuderà la ditta”.

Anna Bianchini