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Thiene. “Espulsione 4 anni fa”: il tunisino che sfonda le porte finisce in Parlamento

L’ubriaco tunisino che sfonda le porte a colpi di ferro a Thiene finisce in parlamento grazie ad un’interrogazione del parlamentare Pierantonio Zanettin, che venerdì 26 marzo si è rivolto direttamente al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per capire come mai non sia stato applicato il decreto di espulsione.

Una vicenda paradossale, avvenuta martedì scorso, a due passi dalla caserma della Guardia di Finanza e che ha avuto come ‘teatro’ il condominio in cui risiede anche un maresciallo dei Carabinieri e dove E.S.R., in stato di ubriachezza, voleva entrare a tutti i costi.

Zanettin si è rivolto a Roma, per capire come sia possibile che un uomo sottoposto a decreto di espulsione, sia libero di agire così: “Un immigrato tunisino, pregiudicato, noto come Safa, di 42 anni, in stato di ubriachezza ha forzato l’ingresso di un condominio in via Dante a Thiene ed ha tentato di entrare in de appartamenti, dove voleva passare la notte. Gli inquilini terrorizzati hanno chiamato le forze dell’ordine. Quando queste sono arrivate sul posto il malintenzionato si era già allontanato ed è stato identificato. Già lo scorso 28 febbraio il comando di Polizia Locale, in accordo con il sindaco Giovanni Casarotto, aveva chiesto alla Questura informazioni in merito alla procedura di espulsione dal territorio nazionale dell’extracomunitario, avviata il 27 maggio 2017, quasi 4 anni fa. Il comando della Polizia Locale ha inoltrato all’attività giudiziaria e alla Questura una specifica informativa richiedendo l’adozione di idonea misura di sicurezza e la definizione della procedura di espulsione. Chiedo – ha concluso Zanettin – di sapere per quale motivo, a distanza di quattro anni, non sia stata ancora definita la pratica di espulsione dal territorio nazionale di E.S.R., meglio noto come Safa”.

di Redazione Altovicentinonline

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