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Ulss7. Taglio di 32mila ore per la scolarizzazione dei disabili ed i Comuni che pagano tacciono ancora una volta

Solo le famiglie sanno cosa significhi l’operatore scolastico, che si occupa dei bambini o ragazzi disabili a scuola e sono queste famiglie, ancora una volta, quelle colpite da un taglio che riguarda queste figure previste dalla legge per chi è affetto da handicap gravi. A denunciare quanto sta accadendo in questo momento all’Ullss 7 Pedemontana sono soltanto i soliti coraggiosi: la consigliera regionale Chiara Luisetto e i due battaglieri consiglieri di minoranza di Schio Carlo Cunegato e Giorgio De Zen di Coalizione Civica. Possibile che tutti i sindaci del distretto 2 della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 7 non abbiano niente da dire riguardo la notizia lanciata un paio di giorni fa da Rete Veneta?

“Abbiamo appreso  con preoccupazione la decisione dell’Ulss 7, vista la scadenza dell’attuale appalto, di indire un un bando per gli operatori sociosanitari che lavorano nelle nostre scuole nell’integrazione scolastiche, che pare destinato a peggiorare ulteriormente il servizio”, esordiscono Cunegato e De Zen, gli unici a denunciare le vergognose scelte di risparmio che colpiscono i disabili nell’Alto Vicentino.

“Nelle nostre scuole esistono gli insegnanti di sostegno, tuttavia gli studenti con una disabilità grave hanno una copertura massima di 18 ore. Le altre ore vengono coperte dagli operatori sociosanitari. Stiamo quindi parlando di un servizio fondamentale, indispensabile, per garantire la frequenza scolastica, diritto inscritto nella Costituzione e cifra della civiltà, agli studenti più fragili – continuano i due consiglieri di opposizione – .  Il nuovo bando va nella direzione della esternalizzazione totale del servizio, di fatto ponendo fine anche all’esistenza di quei pochi operatori ancora assunti direttamente dall’Ulss. Questo significa colpire al cuore la continuità anche per queste figure. La continuità è un elemento fondamentale per garantire la qualità del servizio quando si lavora con le persone fragili. L’esternalizzazione, che significa privatizzazione, affidamento alle cooperative, diventa così totale in tutta l’Ulss 7. Ricordo che il trattamento dei lavoratori, per come è strutturato l’appalto vigente, è un vero e proprio sfruttamento. Gli operatori, quando lo studente non viene a scuola (e questo capita spesso con chi ha una situazione di gravità), non vengono pagati. Una specie di cottimo. Questo ovviamente determina un turnover altissimo, che, come dicevamo, compromette già la qualità del servizio. La cosa più grave è che il bando sembra prevedere una diminuzione delle ore per l’integrazione scolastica da 190mila a 157mila. Circa 32mila ore in meno! L’Ulss dice di voler risolvere il problema degli operatori passando da un contratto ad ore ad un canone predefinito, ma mi spiegate come questo sia possibile diminuendo le ore totali?”

“Ciò che ci hanno segnalato famiglie e operatori è davvero preoccupante: il rischio è che molti ragazzi non riusciranno più ad avere la copertura totale del tempo scuola per tutto l’orario scolastico. Questo significa privarli del diritto all’istruzione. Una cosa vergognosa. – concludono –  Il rischio concreto inoltre è di appesantire ancora di più quelle famiglie, già in grande difficoltà, sulle quali peserà il taglio del servizio. Privare le persone più fragili e le loro famiglie di un diritto essenziale è davvero incivile”.

Luisetto porta la vicenda in Consiglio Regionale

“La scelta dell’Ulss 7 di riorganizzare il servizio di integrazione scolastica, a supporto degli studenti con disabilità, porta ad un taglio di ore complessivo che penalizza studenti e famiglie”. Sono le parole di sconforto misto a rabbia della consigliera regionale del Pd Veneto, Chiara Luisetto.

“Se è vero che quelle tolte dai vertici dell’Ulss sono ore storicamente non utilizzate, il loro taglio porterà comunque a riparametrare al ribasso quelle effettivamente disponibili. Con la conseguenza che ce ne saranno meno per gli operatori socio-sanitari e quindi per i ragazzi. Un appalto che, rispetto al recente passato, prevede 30 mila ore in meno di servizio, non può che generare un impatto negativo. Bene che sia previsto il sabato e che con la nuova gara venga premiata la qualità. Ma la riduzione delle ore combinata con l’aumento di bambini con sempre maggiori criticità sanitarie, produce inevitabilmente un impoverimento del servizio. Ci sono molti punti interrogativi che hanno bisogno di risposte: se ad esempio si verificheranno meno assenze dei ragazzi per malattia rispetto agli scorsi anni, come verrà garantita la copertura? E le ore disponibili per i centri estivi, sollievo importante per la gestione della disabilità nel periodo di chiusura delle scuole, che fine faranno? È del tutto probabile – conclude Luisetto – che a farne le spese saranno proprio i ragazzi, che accanto all’insegnante di sostegno hanno bisogno del supporto essenziale di operatori ed operatrici specializzati e di educatori ed educatrici, il cui ruolo va valorizzato e potenziato. Aumentano i bisogni, non si taglino i servizi”.

Nota di Redazione

Assistiamo ormai da 10 anni al decadimento dei servizi socio assistenziali del nostro territorio, quelli che si occupano dei fragili, per i quali sono i Comuni a sganciare cifre anche importanti per i loro cittadini con disabilità. Quei bambini e ragazzi  nati sotto la stella della diversità che a scuola non ci possono andare se non sono sorvegliati a vista, che non sono autosufficienti e necessitano di quel rapporto 1 a 1 imprescindibile perchè possano andare all’asilo e a scuola. Qui non si sta parlando neppure del sollievo alla famiglie, a quello si è rinunciato da anni con i tagli alle attività pomeridiane che non esistono più. Si sta parlando del diritto allo studio di queste creature che non hanno colpa se sono nate disabili. Si sta attentando a dei diritti che dovrebbero essere sacrosanti, a dei servizi che non dovrebbero essere toccati. E se vai a vedere, giusto per fare un esempio, quanto il comune di Thiene spende per il cosiddetto Sociale, si tratta di tantissimi soldi. Soldi che sono stati aumentati con il Covid e con le guerre, ci si chiede che fine fanno tutti questi denari se poi si devono tagliare i servizi necessari ai disabili. Eppure le cifre all’Ulss 7 vengono elargite dalle amministrazioni comunali affinchè i servizi vengano garantiti da chi invece taglia. Sindaci, ma perchè ve ne state in silenzio e non chiedete spiegazioni? Ve la metteranno giù con la storia della razionalizzazione delle ore, ma non passa e lo sapete. Lo sapete quello che sta accadendo, conoscete bene la situazione. Sapete come funziona con le cooperative al ribasso, sapete che ormai per i disabili la situazione è allo sfascio. Come potete permetterlo? Qui la politica non conta, conta la coscienza e l’umanità.