AltoVicentinOnline

Calendario venatorio, lo sfogo di Berlato: “La montagna ha partorito il topolino”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Dopo mesi di continui solleciti da parte dell’Associazione per la Cultura Rurale e di tutte le associazioni che hanno aderito al proprio progetto culturale, solleciti culminati con la minaccia di portare in piazza i cacciatori del Veneto per protestare contro gli inaccettabili ritardi della Giunta regionale che doveva approvare il calendario venatorio regionale entro e non oltre il 15 giugno scorso, finalmente la Giunta regionale, in data odierna, ha approvato il calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2022/2023.
Dall’esame del testo del calendario venatorio si può senza dubbio affermare che la montagna ha partorito un topolino che però correrà il rischio di diventare presto un microbo azzoppato.
La Giunta regionale decide inopinatamente di falcidiare il calendario venatorio regionale eliminando senza combattere ben quattro specie cacciabili (Moriglione, Pavoncella, Combattente e Pernice bianca).
Nel nuovo calendario venatorio regionale si riscontrano ulteriori ed ingiustificate decurtazioni dei carnieri giornalieri e stagionali di alcune specie cacciabili con ulteriori restrizioni dei periodi in cui le stesse specie possono essere cacciate.
La Giunta regionale non motiva adeguatamente le ragioni che l’hanno portata a discostarsi in alcuni casi dal parere dell’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), esponendo il nuovo calendario venatorio ai prevedibili ricorsi da parte delle organizzazioni animal-ambientaliste e delle prevedibili impugnazioni presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto.
L’aver tardato così tanto ad emanare il nuovo calendario venatorio regionale, prestando ascolto solo ad alcuni dirigenti di alcune associazioni venatorie facenti parte della inconcludente “cabina di regia venatoria”, espone il calendario venatorio alle sospensioni e parziali annullamenti quando la stagione venatoria sarà già in pieno svolgimento, con il pericolo che i cacciatori del Veneto vengano parzialmente privati dei loro diritti dopo aver pagato per intero le ingenti tasse di concessione governative e regionali e le quote di accesso agli Ambiti Territoriali di Caccia ed ai Comprensori Alpini.
L’Associazione per la Cultura Rurale aveva avvisato per tempo la Giunta regionale del pericolo che venisse imboccata, oltremodo con inaccettabile ritardo, una strada pericolosa per il calendario venatorio regionale.
Ci auguriamo che le nostre previsioni non trovino conferma in ciò che accadrà nei prossimi mesi ma se dovesse avverarsi ciò che temiamo, chiameremo i responsabili di queste scelte discutibili a rispondere pubblicamente del proprio operato.