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Valli. Rotelli e Fresu strabiliano la platea. Cunegato “Abbiamo fatto qualcosa di fantastico”. Photogallery

Per una sera Valli del Pasubio si è trasformata in un teatro a scena aperta, degna conclusione di una tre giorni di eventi dall’alto tasso culturale.

Ieri sera infatti le 800 persone che hanno riempito il Centro di Valli hanno assistito ad uno spettacolo che difficilmente dimenticheranno. Nel contesto di una Piazza Pecori Giraldi dipinta attraverso proiettori luminosi con segni sbozzati, parole, forme, il jazzista Paolo Fresu ha incantato tutti i presenti con un assolo di tromba d’alta scuola, accompagnato dal performer Marco Nereo Rotelli che contemporaneamente vestiva la facciata del Duomo con un’installazione luminosa degna di ben altri palcoscenici.

Prima dell’inizio ha parlato Armando Cunegato, Sindaco di Valli, che ha orgogliosamente rivendicato l’indipendenza economica della manifestazione, “resa possibile unicamente grazie agli sponsor e al Comune, senza un euro dalla Regione, spesso purtroppo cieca nei confronti del Pasubio”. “Questa sera abbiamo fatto qualcosa di straordinario – ha aggiunto – finalizzando alla grande una tre giorni  iniziata domenica che ha proposto un livello di cultura altissimo, sperando di portare al Monte Pasubio l’attenzione che merita”.

Attorno alle 21:30 dunque Fresu ha iniziato a suonare la sua tromba ed il flicorno giusto a metà della scalinata che dalla Piazza porta al Duomo, portando subito il silenzio sulla folla assiepata. Nel contempo, su una postazione predisposta qualche metro più sotto, Rotelli ha iniziato a dipingere sulla sua lavagna interattiva, che proiettava l’opera prodotta dall’artista sulla facciata della Chiesa, attraverso degli appositi proiettori installati. Luci e musica poi intervallate anche dalle parole del poeta Loretto Rafanelli. Il tutto con l’intento di “creare una nuova prospettiva artistica e culturale, nata dall’incontro di fiato, luce e poesia”, come puntualizzato da Manon Comerio, organizzatrice della serata.

Al termine dell’assolo, salutato da applausi scroscianti, l’attenzione si è spostata all’interno del Duomo, dove 500 persone hanno assistito al concerto di jazz tenuto da Fresu assieme alla Brass Bang!, l’ultimo dei 15 del suo tour italiano. Assieme alla tuba di Marcus Rojas, al trombone di Gianluca Petrella e alla tromba di Steven Bernstein, il jazzista ha spaziato su un vastissimo repertorio, da Hendel ai Pink Floyd, passando per Jimmy Hendrix e il Barocco. Il tutto all’interno della Chiesa a sua volta illuminata con proiezioni di parole e segni.

“Tre giorni che racchiudono un lavoro di due anni – ha detto infine Carlo Costa, architetto e curatore della manifestazione – fatto veramente con il cuore, da persone innamorate di questo posto: adesso raccogliamo i frutti di una lunga semina”.

Federico Pozzer