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Thiene. Cimenti: ‘Altro che social e sagre paesane. Ai miei tempi la politica era seria’

Competenza, vitalizi, leadership e, quasi certamente, inciuci. E’ ufficialmente iniziata la campagna elettorale più difficile che l’Italia abbia mai affrontato dove l’unica cosa che appare certa è che nessuno dei ‘contendenti’ avrà la maggioranza per governare. Oltrepassati referendum ed elezioni amministrative, ferve il tourbillon delle politiche nazionali, con schieramenti che lavorano sulla difensiva e aggrediscono per screditare il prossimo.

Una politica ‘imbarazzante’, dove si rimpiange la serietà del passato. A Thiene, l’emblema della politica qualificata, indipendentemente dal proprio orientamento, è Camillo Cimenti, avvocato, che ha un passato nelle stanze dei bottoni del suo comune, della regione e anche a Roma. Lui non aveva bisogno di parlare male degli avversari, ‘brillava’ di gesta proprie. 

Cimenti, cosa ne pensa di queste elezioni?

Aspetto ancora qualche giorno per avere le idee più chiare. Quel che è certo è che nessuno avrà la maggioranza per governare e quindi si dovranno fare le alleanze. Non c’è molto in questo momento, non c’è neanche una posizione.

Ho la sensazione che centrodestra e centrosinistra siano più impegnati a screditare i grillini più che a brillare di luce propria. Cosa ne pensa del Movimento 5 Stelle?

I 5 Stelle sono un alibi: servono ad obbligare a fare le coalizioni. Può succedere di tutto in questo momento. I grillini non mi pare abbiano molto da offrire.

Cosa ne pensa delle promesse che stanno facendo i politici in vista delle elezioni?

È la fase di partenza. Alla fine sarà anche peggio. La politica di adesso dà importanza a cose effimere, che una volta non avrebbero avuto nessun valore.

In che senso?

Depositare il simbolo, ad esempio, è una sciocchezza. Ai miei tempi, andava un funzionario a depositare il simbolo. Oggi invece, il leader del partito ci va in persona. E’ ridicolo. Oggi fanno queste cose in pompa magna perché non hanno nulla da offrire. Comunque le squadre ormai sono fatte, ora inizia il campionato.

C’è una parola chiave nella politica moderna, che fa gongolare i politici e manda su tutte le furie gli elettori. E’ la parola ‘vitalizio’. Lei ha il vitalizio tra i più alti in provincia. Che cosa ne pensa?

Diciamo subito che il parlamento ha modificato molto il sistema. Il mio vitalizio è in base al ruolo e alla funzione del parlamentare in consiglio regionale. Tutti possono accedere alle cariche pubbliche, non solo chi ha finanziatori alle spalle, pertanto andare in politica è una scelta. Quando ho iniziato io il mio percorso politico ho rinunciato alla mia carriera di avvocato. Se avessi tenuto lo studio, oggi avrei più soldi.

Quindi lei pensa che il vitalizio sia un diritto e non vada toccato?

Ai miei tempi in politica si lavorava sodo, non era come oggi, con gente che lavora un giorno. Io lavoravo sempre ed ero a disposizione della politica. Ho sempre pagato i contributi. Non ho perseguito carriere personali, perché sapevo che poi avrei avuto, a una determinata età, un ritorno. Era la legislazione di allora e le scelte si facevano di conseguenza.

Se abolissero tutti i vitalizi, lei cosa farebbe?

Premesso che sono dei diritti acquisiti, come le pensioni baby. Le persone hanno stabilito la loro vita in base a quelle leggi. In ogni caso, se li tolgono tutti mi sta bene, soprattutto quelli che hanno ben altre pensioni. E l’abolizione deve essere finalizzata ad un progetto, come la riduzione del debito dell’Italia. Ma non trovo giusto aver rinunciato a tutta la mia carriera di avvocato senza una garanzia, alla politica ho dedicato la vita.

Lei si rispecchia negli uomini politici che ci sono adesso?

No. Io vengo da una generazione in cui non si improvvisava, si facevano i passaggi, iniziando con il fare il consigliere comunale. Oggi invece mi rendo conto che è tutto diverso. C’è molto effimero, poca sostanza.

Com’è la politica a livello locale?

Effimera… Oggi le amministrazioni non puntano su grandi opere o progetti significativi. Gli amministratori vanno alle sagre, si fanno vedere dappertutto, si perdono nei social network. Ai miei tempi non sarebbe potuto succedere.

Per quanto riguarda i servizi, come siamo messi?

La politica moderna dovrebbe riprendere il servizio al cittadino, pare che oggi sia il cittadino che deve rincorrere i servizi. La politica deve dare risposte alla comunità.

Nell’affare Avs, la fusione con Acque Vicentine, come considera il ruolo di Thiene e Schio?

L’operazione era pronta un anno fa ed era stata studiata con attenzione. Per ‘tradizione’ Schio avrebbe dovuto gestire le nomine di Ava e Thiene quelle di Avs. Non mi esprimo sulle nomine, ma diciamo che la furbizia del sindaco Valter Orsi di Schio è rapportata a chi si trova di fronte. Nei grandi problemi bisogna tirare fuori i muscoli, solo così si tutela il proprio territorio.

Che cosa la preoccupa di più della politica odierna?

Mi preoccupa il fatto che tutti sono contro i parlamentari. Invece c’è bisogno di un parlamento attivo, fatto di uomini competenti.

Anna Bianchini