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Zanè. Tutta Italia ‘pazza’ per il bonus bebè di Brazzale . Saviano: “Altro che Fertility day”

Se il Ministro della Salute lo avesse conosciuto ai tempi della campagna per il ‘Fertility day’, sicuramente lo avrebbe consultato per farsi dare qualche dritta. E ne sarebbe uscita trionfante.

Roberto Brazzale, presidente dell’azienda lattiero-casearia di famiglia, torna sotto la luce dei riflettori su scala nazionale ancora grazie al bonus bebè. A pochi giorni dalla pubblicazione della notizia, la geniale idea dell’imprenditore vicentino è rimbalzata da un capo all’altro dello stivale, colpendo opinione pubblica, istituzioni, politici e giornalisti.

“Altro che Fertility day”, ha commentato Roberto Saviano, scrittore e saggista abituato a trattare temi scottanti e delicati. Colpito da alcune dichiarazioni di Brazzale, che aveva definito il catastrofico calo delle nascite “una epocale tragedia collettiva”, Saviano ha commentato: “In un Paese in cui l’espressione ‘mamma lavoratrice’ è troppo spesso considerata un ossimoro, la decisione in controtendenza di Brazzale non appare solo responsabile, come la classe imprenditoriale dovrebbe sempre essere, ma anche lungimirante”. E non gli si può proprio dare torto. “La denatalità non è un a questione privata che riguarda solo le coppie o i giovani precari, ma un problema di tutta la società, italiana ed europea, sempre più vecchia e sempre più disequilibrata – ha continuato Saviano – Così, di fronte ai continui record negativi per il calo delle nascite e all’incapacità della politica italiana a sostenere davvero le coppie che vorrebbero allargare la famiglia, Brazzale ha deciso di fare la sua parte: ogni suo dipendente (sia uomo sia donna) che avrà un bambino o che lo adotterà riceverà una mensilità media netta in più per far fronte alle prime spese per il nuovo arrivato. Un piccolo aiuto, ma un gesto che infonde coraggio e fiducia ai futuri genitori”.

“Un’azienda è felice solo quando lo è chi la fa andare avanti”, aveva spiegato l’imprenditore quando ha raccontato il perché del bonus bebè. Una cifra, pari a una mensilità, che sarà elargita ai dipendenti dell’azienda che diventano genitori, per far sentir loro l’appoggio dell’azienda consapevoli di fare, allo stesso tempo, la propria parte per non porre troppi ostacoli a chi mette al mondo o adotta un figlio.

“Speriamo un giorno di dovercene pentire”, aveva dichiarato ironizzando l’imprenditore, che con questa frase ha voluto augurare ai ‘suoi ragazzi’ di procreare serenamente.

“Brazzale subito all’Istituto Pontificio pro-famiglia – ha twittato Giuliano Ferrara, giornalista, conduttore televisivo e politico italiano, che ha concluso il suo commento sottolineando – Uno stipendio se trombi, geniale e Santo”.

Sul bonus bebè è intervenuta anche la politica italiana. Non ancora con una decisione risolutiva volta a lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini, che così si sentirebbero più sereni ad affrontare il futuro con un pupetto tra le braccia, ma per il momento con la proposta di Dorina Bianchi, sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e deputato del Gruppo Area Popolare. “Incentivare con detassazione totale – ha commentato Dorina Bianchi riferendosi al bonus bebè – L’iniziativa dell’azienda Brazzale Spa di Zanè è un esempio da replicare e incentivare. Una mensilità media netta in più per ogni dipendente che genererà un bambino è un aiuto concreto alle famiglie. Il Governo – ha aggiunto – può prendere in considerazione l’ipotesi di detassare totalmente la mensilità fornita con queste modalità e a queste condizioni per le aziende che decidono di replicare l’iniziativa. I figli e i bambini sono un investimento sul futuro della società”.

Anna Bianchini