Andrea Bonato, 53 anni, e Alice Bettanin, 54, sono marito e moglie e insieme hanno trasformato la passione per i mezzi d’epoca in un’attività di nicchia. Nel loro garage di Nove, nel vicentino, passano Vespa, Piaggio, moto e biciclette dagli anni Quaranta agli Ottanta, ma anche automobili capaci di accendere l’immaginazione. Andrea percorre circa 80 mila chilometri l’anno tra Italia ed Europa: il suo furgone, dice, è ormai la sua seconda casa.

La sua passione è iniziata a quindici anni con una Vespa 50 Special grigio metallizzato, tre marce, comprata con i propri soldi dallo zio. Era la Vespa dei ragazzi degli anni Settanta, quella che si desiderava prima ancora di sapere perché. Oggi quella Special non è più nel suo garage: l’ha venduta nel 2025, insieme alla collezione di circa trenta Vespa. Con il ricavato ha acquistato un’Alfa Romeo 4C Competizione del 2015, rigorosamente rosso Alfa. Una scelta che racconta il suo modo di intendere il collezionismo: affezionarsi sì, ma non troppo. “Il mio motto è: compra, vendi, guadagna e pentiti”. Il pentimento, però, arriva raramente: “Non mi è mai capitato di pentirmi di aver venduto un pezzo”.

La passione diventa mestiere
La svolta arriva tra il 2020 e il 2021, quando Andrea capisce che quella passione può trasformarsi in un mestiere. Nasce così Bonattino, attività specializzata nella compravendita di moto d’epoca, soprattutto Piaggio, ma anche di automobili. Le auto, infatti, restano il suo grande debole: “Mi piacciono le vecchie Fiat e le vecchie Alfa Romeo”. Nel garage di Nove c’è anche una piccola rarità: una Fiat Panda Moretti Rock, una particolare versione cabrio prodotta in appena trenta esemplari e all’epoca fortemente voluta da Gianni Agnelli, che ne possedeva una per gli spostamenti nella sua casa in Sardegna.

La storia professionale di Andrea, però, comincia molto prima. Nel 2003 si cimenta nel primo restauro, ma deve interromperlo quando l’azienda per cui lavora fallisce. In quel periodo un meccanico di Bassano gli affida dieci cassette di ricambi. Andrea li vende a Dueville e, con i primi guadagni, restituisce alla madre i 500 euro che lei gli aveva prestato e compra una Laverda 750 SF. È una piccola svolta: il mercato dei ricambi diventa una palestra per imparare a riconoscere i pezzi, comprenderne il valore e, soprattutto, capire che dietro ogni oggetto c’è una persona, una storia, una trattativa.
Per anni Andrea continua a lavorare mentre la passione resta parallela alla vita familiare. Ma il lavoro lo porta spesso lontano da casa: “Così mi perdevo la crescita dei miei figli”. Alice, intanto, lavora e contribuisce a far quadrare i conti della famiglia. Poi arriva il momento di scegliere. Andrea e Alice lasciano entrambi il posto di lavoro e decidono di scommettere sulla passione coltivata fino ad allora quasi in parallelo. Nasce Bonattino: non più soltanto un interesse da coltivare nel tempo libero, ma un lavoro a tempo pieno.

Il vero valore? Le persone
Oggi Andrea percorre circa 80 mila chilometri l’anno, attraversando l’Italia e l’Europa per fiere e appuntamenti dedicati al collezionismo. Il furgone è diventato un ufficio mobile, ma anche una seconda casa. Come si trova un pezzo che gli altri non hanno ancora trovato? La risposta non riguarda soltanto la conoscenza dei modelli. “È importante trattare bene sia i clienti che vendono sia quelli che comprano”. Per Andrea e Alice, il vero patrimonio costruito negli anni è il rapporto umano. “Internet questo non te lo dà”, aggiunge Andrea. In questo mondo la reputazione conta, così come la trasparenza. Una delle persone che più lo ha influenzato è Cristian, il patron di Carollo Moto Classiche di Romano d’Ezzelino, con il quale ancora oggi collabora. Da lui ha imparato una regola fondamentale: prima spiegare i difetti, poi i pregi. “Bisogna evitare che il cliente si trovi davanti a delle sorprese”.

Istinto al 90 per cento
Andrea si affida all’istinto per il 90 per cento delle sue scelte. Compra ciò che lo colpisce, ciò che gli piace, sapendo che non sempre sarà la scelta giusta. Poi vende, perché questo è il suo mestiere. Ma nelle decisioni c’è anche Alice. “Non è soltanto la compagna di viaggio nelle fiere, nei lunghi spostamenti e nelle ricerche più improbabili: è una consigliera, e molto spesso è proprio lei a far spostare l’ago della bilancia quando bisogna decidere se acquistare oppure no. L’occhio femminile sa vedere aspetti che spesso a noi appassionati sfuggono”, racconta Andrea. Perché la bellezza di un mezzo non è l’unico requisito. Contano l’affidabilità del venditore, le condizioni reali del veicolo e anche la capacità di capire se quello che sembra un affare lo sia davvero. Sono valutazioni che, soprattutto nel mondo dei mezzi d’epoca, possono essere complesse. “Con Alice ho fatto un salto di qualità”, ammette Andrea.
Più che un collezionista, si considera un cercatore: parte senza sapere esattamente cosa troverà e spesso torna con qualcosa che vale molto più di un semplice oggetto, perché porta con sé una storia. Come quella che li ha portati a trovare un motore Alfa Romeo 1500 6C del 1929, fermo da settant’anni. Quattrocento chili di storia che Andrea ha trascinato e caricato da solo sul furgone. E poi ci sono i garage privati dove sono custodite migliaia di motociclette, automobili rare e persino Bugatti: luoghi normalmente inaccessibili, raggiunti grazie alla rete di rapporti costruita negli anni.

Perché proprio la Vespa
La Vespa resta il cuore della storia. Non solo perché è stata il primo amore, ma perché per Andrea è un’icona capace di attraversare le generazioni senza perdere la propria identità. Durante le sue ricerche è arrivato anche a Pontedera, dove ha conosciuto parenti di Corradino d’Ascanio e visto primi disegni e prototipi legati alla nascita della Vespa. Dal suo garage sono passate una delle prime Vespa 98 cc del 1946 e una Vespa 6 Giorni, “per questa-spiega Andrea-abbiamo fatto da tramite tra due musei privati inacessibili per la compravendita: è stata una enorme soddisfazione riuscire a farlo”. Nel suo garage, in più,  è passato anche il primo Ciao pubblicato su una rivista negli anni Sessanta. Sono oggetti che non valgono soltanto per ciò che sono, ma per ciò che raccontano.

 

La Vespa come memoria collettiva
Il mercato che Andrea conosce è fatto di dettagli: prima vernice, modelli particolari, numeri di telaio, targhe originali. Persino una targa di Roma può diventare decisiva per chi cerca proprio quel mezzo. Il pubblico, inoltre, è cambiato. C’è il collezionista esperto, che cerca un modello preciso, ma anche il quarantenne o cinquantenne che vuole ritrovare la Vespa dei propri quindici anni. E ci sono i giovani, che riscoprono oggi quella Special che negli anni Settanta sembrava semplicemente il mezzo per andare dagli amici. La Vespa, però, non è l’unica protagonista. Nel garage Bonattino sono passati mezzi difficili da immaginare, come un’Ape utilizzata nel circuito delle Olimpiadi di Roma degli anni Sessanta per trasportare gli atleti. Sono proprio questi gli oggetti che raccontano meglio il lavoro di Andrea e Alice: “Non necessariamente quelli più costosi, ma quelli che hanno ancora qualcosa da dire”.

Comprare, vendere, cercare
Cosa rende davvero felice Andrea: trovare un pezzo che nessuno conosce ancora o riportare alla luce quello che qualcuno cercava da una vita? “Probabilmente entrambe le cose”, risponde. È questo l’equilibrio su cui si muove Bonattino: da una parte la soddisfazione della ricerca e la caccia al pezzo raro, dall’altra quella di riuscire a consegnarlo alla persona giusta.Perché dietro ogni acquisto c’è una storia e, spesso, un desiderio che aspettava da anni di essere esaudito.
Andrea e Alice scelgono ciò che piace loro, si affidano all’istinto, viaggiano, ascoltano e osservano. Insieme hanno trasformato un’attività di nicchia in una rete di persone, relazioni, racconti e incontri che cresce ogni volta che una Vespa cambia garage e, con lei, passa di mano anche un piccolo pezzo di storia.

Forse è questa la vera modernità di un mestiere apparentemente antico: in un’epoca in cui quasi tutto si trova online, il pezzo più prezioso resta quello che si trova parlando con qualcuno.

 

 

Bonattino — Garage di Nove
Compravendita ciclomotori Piaggio e Ape, vespe e auto youngtimer anni ‘70 e ‘90.
Tel. 348 242 2356 · bonattino@gmail.com

 

 

 

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