Semplicemente straordinaria. Non ci sono altri aggettivi per definire la vittoria di Vincenzo Nibali alla 99° edizione del Giro d’Italia, la corsa a tappe più dura del mondo. Lo “Squalo” messinese ha portato a casa la Maglia Rosa con un finale da campione immenso, recuperando quattro minuti ai diretti avversari nelle ultime due tappe decisive di montagna.

E dire che ad un certo punto Nibali sembrava spacciato. Il messinese infatti, indicato come naturale favorito per la vittoria finale, dopo due settimane brillanti ha avuto un calo di condizione preoccupante nel primo trittico montano tra Alpago e Andalo, andando ripetutamente in crisi sulle Dolomiti e arrivando ad accumulare fino a quattro minuti di svantaggio dai diretti rivali. Momento di difficoltà appesantito dalle numerose critiche ricevute dall’ambiente ciclistico e dai media nazionali che addirittura gli consigliavano di ritirarsi, certi persino di “andare a raccogliere pomodori”. Ma i veri campioni si riconoscono nei frangenti di massima difficoltà, è proprio vero. Con la pacatezza e con la misura che gli è propria il 31enne di Messina si è tirato su, ha rialzato la testa e ha risposto pedalata dopo pedalata.
Forte dello squadrone di cui è capitano, l’Astana, ha sfruttato al meglio tutti i suoi compagni per isolare il rivale Kruijsvijk, crollato Nibali 2totalmente nella frazione in cui i ciclisti sono saliti sul Colle dell’Agnello. Ieri infine il capolavoro. Frazione da Guillestre a Sant’Anna di Vinadio, in mezzo i Col de Vars, la Bonnette e la Lombarda. Proprio sull’ultimo gran premio di prima categoria Nibali ha attaccato l’ultimo rivale che lo separava dalla Maglia Rosa, il coriaceo colombiano Esteban Chaves. Con un’azione imperiosa l’ha staccato di ruota infliggendogli oltre un minuto e mezzo di passivo. Risultato che gli è valso la prima posizione in classifica generale e la vittoria di questa edizione del Giro. Un’impresa che entrerà nella storia del ciclismo, un passaggio dall’inferno al paradiso quando tutti lo davano già per finito. “Non ci credevo nemmeno io – ha dichiarato – è stato un finale veramente pieno di emozioni”.
Quest’oggi la passerella definitiva, l’ultima tappa da Cuneo a Torino. 163 chilometri in cui il velocista Nikias Arndt ha trovato gloria alla conclusione del Giro, mentre Nibali ha potuto festeggiare ufficialmente la sua seconda affermazione alla Corsa Rosa dopo quella del 2013. Lo Squalo entra quindi nell’èlite dei campioni che sono riusciti a conquistare due volte la gara a tappe considerata la più dura al mondo, confermandosi uno dei più forti ciclisti italiani sempre.

 

Federico Pozzer

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