Non aveva ancora compiuto 14 anni Chris Obeng Abom, il ragazzo travolto da un’auto pirata nella tarda serata del 31 luglio mentre stava camminando sulla Provinciale 12 a San Vito di Negrar, in provincia di Verona. Trasportato in ospedale in gravissime condizioni, Chris è morto poche ore dopo. Il suo presunto investitore, un trentanovenne del posto, è stato individuato ieri grazie a un sistema di videosorveglianza comunale. L’uomo ha ammesso di essere stato lui alla guida, ma non di aver investito una persona. Nel frattempo è stato deferito in stato di libertà per i reati di omicidio stradale, fuga in caso di incidente e omissione di soccorso. Secondo i medici della Terapia intensiva, come riportano vari organi di stampa, il ragazzo “poteva essere salvato se fosse stato soccorso” subito dopo l’incidente.

Quello di Chris è l’ennesimo nome che viene scritto sulla lunga lista di vittime della strada. Nel 2022, secondo gli ultimi dati Istat, sono stati 3.159 i morti in incidenti stradali in Italia (+9,9% rispetto all’anno precedente). Quasi 9 al giorno. Con 2.651 persone decedute entro 24 ore dall’incidente. E il dato, sempre più preoccupante, è proprio quello relativo al numero di conducenti che scappano dopo aver provocato un incidente: 10.495 nell’anno appena passato (di cui 1.944 denunciati e sanzionati dalla Polizia Stradale, 2.774 dall’Arma Carabinieri e 5.777 dalle Polizie locali). Persone che non si fermano neanche a guardare cosa sia successo.

Complessivamente nel 2022 gli incidenti stradali in Italia sono stati 165.889 (+9,2% rispetto al 2021). In media, ogni giorno si sono verificati 454 sinistri (18,9 ogni ora) con 8,7 morti (1 ogni 3 ore) e 612 feriti (25,5 ogni ora). Il costo sociale degli incidenti stradali 2022 ammonta a quasi 18 miliardi di euro (0,9 % del Pil nazionale): + 9,8% rispetto ai 16,4mld.

LE VITTIME

Ma chi sono le vittime? Principalmente gli occupanti di autovetture. Nel 2022 se ne contano 1.375, in crescita del 15,4% rispetto al 2021. Poi ci si sono 781 motociclisti (+12,4%), 70 ciclomotoristi (+4,5%), 485 pedoni (+3,2%). Tra gli occupanti di autocarri si registrano 166 deceduti (-1,8%), mentre per le biciclette e le biciclette elettriche le vittime sono 205, in diminuzione rispetto al 2021 quando erano 220 (-6,8%).

A morire di più sono le persone nelle classi di età 45-59 anni e 20-29 anni per gli uomini, 75-84 anni e 20-24 anni per le donne. L’aumento più consistente si registra, però, nella fascia 60-64 anni (+35,5%). In forte aumento anche le vittime tra giovanissimi (15-19 anni: +21,2%) e giovani (25-29enni: +10,4%). Nota particolarmente negativa la quota di bambini (0-14 anni) deceduti in incidente stradale: 39 nel 2022, dei quali 27 tra 5 e 14 anni, in aumento (+17,4%) rispetto ai 23 del 2021. Il valore, che non accenna a diminuire, risulta più alto persino di quello registrato nel 2019; i bambini 0-14 deceduti erano infatti: 28 nel 2021, 37 nel 2020 e 35 nel 2019.

Secondo la fotografia scattata dall’Istat gli incidenti stradali, le vittime e i feriti aumentano in tutti gli ambiti stradali rispetto al 2021, ma rimangono ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, ad esclusione delle vittime su strade urbane. Nel confronto con il 2021 sulle autostrade si registra, per gli incidenti, un aumento del 9,7% e del 19,9% per le vittime; sulle strade urbane +9,8% per gli incidenti e +5,5% per le vittime, sulle strade extraurbane +7,2% per i sinistri e +12,2% per i decessi.

Anche nel complesso della Ue27 il numero delle vittime riprende ad aumentare nel 2022 (+3,7% rispetto all’anno precedente), dopo la drastica riduzione dei due anni di pandemia (-9,1% sul 2019). Complessivamente, nel 2022 le vittime sono 20.669, contro 19.932 del 2021 e 22.761 del 2019. Ogni milione di abitanti si contano 46 morti per incidente stradale nella Ue27 e 54 nel nostro Paese, che passa dal 13° al 19° posto della graduatoria europea.

I COMPORTAMENTI SBAGLIATI ALLA GUIDA

Tra i comportamenti errati alla guida l’ultima indagine Istat conferma come più frequenti la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. I tre gruppi costituiscono complessivamente il 38,1% dei casi (82.857), valore stabile nel tempo.

La guida troppo veloce è il comportamento più sanzionato, rappresenta infatti il 38,7% del totale. Diminuiscono le sanzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza, dei sistemi di ritenuta per bambini e per mancato uso del casco. Rimane elevato il numero di sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto e aumentano le sanzioni per guida sotto effetto di alcool e droghe.

Per quanto riguarda il tasso di mortalità, ossia il numero di morti per 100mila abitanti, i dati segnalano come risulti più elevato della media nazionale (5,4) in ben 14 regioni, tra le quali Basilicata (8,5), Valle d’Aosta (8,1), Emilia Romagna (7,0), Umbria e Piemonte, entrambi a 5,7. In 7 Regioni, invece, si sono registrati tassi di mortalità inferiori alla media nazionale: Liguria (3,8), Lombardia, Calabria (4,0 entrambe), Campania (4,1), Abruzzo (4,6), Sicilia (4,7) e Molise (4,8).

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