I fatti sono semplici.
Lui, spacciandosi per amico, l’ha ammazzata.
Ha pure confessato e per aver dichiarato “ho fatto una sciocchezza” gli darei le aggravanti.
Assassino.

Che adesso tutta l’Italia sappia l’orientamento sessuale di quella giovane donna uccisa, non credo ce la restituirà.
Ma soprattutto lei, la vittima silenziata per sempre dal suo “amico”, tutta questa “notorietà”, forse, non la voleva.
Avrebbe preferito, certamente, continuare ad essere una viva sconosciuta!

Credo che occorra essere oltremodo rispettosi in questa orrenda vicenda.
Proprio per rispetto di chi non può più parlare.

Elisa è morta.
E lui, un uomo pericoloso, deve essere processato e condannato per averla uccisa, sepolta e abbandonata e aver continuato per settimane la sua vita , come se nulla fosse, in mezzo al dolore di chi la cercava disperatamente e la amava veramente.

I fatti, sono questi.
Scusa Elisa…

Maria Andaloro

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