Quei rifiuti abbandonati a Monte Magrè non erano di certo passati inosservati ed un attento lavoro di controllo delle numerose segnalazioni arrivate in Comune e l’impegno di Italcaccia hanno portato all’individuazione degli ecovandali, che ora dovranno rispondere di quanto hanno fatto pagando una sanzione di 650 euro.

L’operazione di identificazione è stata portata a termine grazie alle segnalazioni giunte in Comune e al lavoro delle guardie ambientali di Italcaccia, l’associazione a cui l’amministrazione ha affidato il controllo del territorio cittadino e collinare scledense per reprimere atteggiamenti contro l’ambiente in affiancamento al lavoro già svolto dalla Polizia Locale.

In base alle disposizioni in vigore per questo tipo di infrazione, i responsabili dell’abbandono di rifiuti a Monte Magré saranno sanzionati con la somma di 500 euro a cui andranno aggiunti all’incirca 150 euro relativi al costo per la rimozione e lo smaltimento dei materiali sversati.

In meno di un anno Italcaccia ha effettuato quasi 60 uscite a Schio per monitorare la situazione, ovvero più di una alla settimana, e ha redatto 26 verbali con sanzioni che vanno dai 50 ai 500 euro.

“Questi risultati confermano che la scelta di avvalersi anche di queste forze era motivata. La sinergia che spontaneamente si è creata tra Italcaccia, il Comando di Polizia Locale e il Servizio Ambiente del Comune, garantisce oggi a quei luoghi maggiormente a rischio un’attenzione puntuale e un tempestivo intervento – hanno spiegato dall’amministrazione comunale – É doveroso ricordare come l’operato delle guardie ambientali si stia dimostrando sempre più uno ‘strumento culturale’ per prevenire gli abbandoni di rifiuti, come è già stato riconosciuto da molti cittadini. Per questo va ai volontari di Italcaccia il ringraziamento per il continuo supporto nel mantenere il decoro e la pulizia del nostro territorio. Anche questo è un modo per dimostrare la presenza delle istituzioni a quella grande maggioranza di cittadini che sceglie di rispettare le regole e l’ambiente in nome del bene comune”.

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