Avvocato, 35enne e con l’umiltà di chi nonostante abbia un bagaglio culturale e un’esperienza amministrativa importante, sa confrontarsi con la sostanza e non con gli slogan vuoti di cui è stufa la gente. A Malo la campagna elettorale è entrata nel vivo e oggi, approfondiamo la conoscenza del candidato Roberto Sette, membro del direttivo provinciale della Lega.

Roberto Sette, Lei ha avuto l’endorsement, come si dice nel linguaggio politico, cioè l’appoggio pubblico del sindaco uscente Paola Lain, che evidentemente vede il Lei la persona giusta per portare avanti quella “Lista del Fare” . Sente il peso di questa “investitura”?

“Da parte mia è quasi scontato dire che non può che farmi piacere ricevere il testimone da una persona come Paola Lain, che di progetti ne ha realizzati molti a Malo. Da lei ho potuto imparare molto, soprattutto per quanto riguarda il bilancio e la gestione finanziaria dell’ente. D’altro canto, è altrettanto evidente che siamo due personalità molto diverse, sia per metodologia di approccio, sia per dialettica, ma entrambi guardiamo alla sostanza delle cose”.

Mancano pochi giorni alla sentenza dell’urna elettorale che decreterà il nuovo primo cittadino, perchè i maladensi dovrebbero votare la Lista Sette Sindaco?

“Iniziamo con il dire che i maladensi “devono” andare alle urne, qualsiasi sia la loro intenzione di voto. Siamo il terzo comune più importante dell’Alto Vicentino, dopo Schio e Thiene e penso che i miei concittadini debbano dare un segnale forte di partecipazione. Quanto al perché dovrebbero votare la Lista Sette, spero che abbiano avuto il modo di conoscere il nostro programma, nonostante le tante limitazioni che abbiamo subìto in campagna elettorale a causa del Covid.Questo è un aspetto che un po’ mi spiace perché avrei voluto poter farmi conoscere di più anche a livello personale dalla gente, al di là delle persone che ho avuto modo di conoscere durante il mandato come assessore alla cultura e al turismo, alle associazioni non sportive e alle politiche giovanili”

Può farlo ora. Chi è Roberto Sette e perché si propone come sindaco?

“Sono una persona semplice. Non mi piace farmi vedere troppo, nel senso che non sono uno che abusa dei social per promozionarsi o per far vedere quello che fa. Pur essendo giovane ho acquisito competenze in diversi campi. Al di là di quello professionale come avvocato, con tutto ciò che questo significa in termini anche di rapporti personali, l’esperienza politica nella Lega, di cui oggi sono dirigente provinciale, mi ha dato modo di guardare alle cose con una lente un po’ più grande rispetto a quella certamente più circoscritta del nostro Comune. Infine, l’esperienza amministrativa di questi ultimi cinque anni è stata per me molto significativa. Ho imparato molte cose e da questo punto di vista mi sento pronto ad affrontare ogni tipo di problematica possa coinvolgere il Comune come ente e Malo come comunità”.

Lei è stato consigliere provinciale e recentemente è stato nominato nel Cda della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza. Penso che questo possa essere un ostacolo al suo lavoro come sindaco?

“Tutt’altro. Far parte di certo organismi importanti e qualificanti come sono la Provincia e la Fondazione ti dà la possibilità di confrontarti con persone e problematiche di un certo livello che non possono che farti crescere, sia dal punto di vista personale, sia dal lato più funzionale all’attività amministrativa. Essere stato consigliere della Provincia di Vicenza mi ha permesso di affinare la mia preparazione, toccando temi e problematiche di grande impatto per la nostra comunità (strade, dissesto idrogeologico, inquinamento, ecc.) e questo mi consentito di visionare da un osservatorio privilegiato le problematiche di Malo e di trovare le soluzioni più adeguate.

Credo poi che far parte del Cda della fondazione Teatro Comunale di Vicenza, non possa che agevolare Malo sotto l’aspetto culturale e di eventuali interscambi con il capoluogo di eventi, così com’è avvenuto per il Carnevale, esclusa ovviamente questa edizione, bloccata a causa del Covid 19”.

Di cosa va orgoglioso del mandato che sta per scadere al Comune di Malo e cosa non è passato alla gente che vota?

“Dal punto di vista delle infrastrutture sicuramente la nuova scuola elementare Rigotti è un’opera fondamentale Malo: siamo riusciti in tempi record a dotarci di una scuola nuova ed innovativa, con ampi

spazi, ad emissioni quasi pari a zero e antisismica, spendendo poco meno di quattro milioni di euro a fronte del costo complessivo di 11 milioni e 500 mila euro, abbattuto grazie a contributi dallo Stato, del GSE (Gestore servizi energetici), della Regione Veneto e dell’Unione Europea per oltre 7 milioni di euro. Sempre in tema di infrastrutture non dobbiamo dimenticare la tensostruttura di Molina di Malo con annessi spogliatoi. Per quanto riguarda la cultura sono orgoglioso di aver dato nuovo smalto a storiche manifestazioni di Malo come l’Estate in Villa (tutti gli spettacoli con posti esauriti) e l’Aprile Musicale grazie alla collaborazione con il direttore artistico il Maestro Dal Bianco. Del tutto inedite nel panorama di Malo sono stati gli appuntamenti del “Teatro nelle Frazioni” dedicato ai bambini e i concerti annuali del 4 novembre. Curata anche la tematica dell’identità veneta con serate a tema ospitate nelle sedi comunali. Con orgoglio rivendico di aver fortemente voluto e alla fine realizzato il gemellaggio con la città di Nova Veneza, nello Stato di Santa Caterina e di aver curato il 20ennale del gemellaggio con la città austriaca di Peuerbach”.

Quanto a cosa non è passato, forse la buona amministrazione, quella cosiddetta del buon padre di famiglia, che ci ha consentito di chiudere il Bilancio del Comune in maniera migliorativa rispetto al quinquiennio precedente. Un lavoro raffinato sul quale si è speso molto il sindaco uscente e che io ho sempre appoggiato. Purtroppo questo non è accaduto per altri assessori ed è una male perché anche se non sono appariscenti come le opere pubbliche o i post sui social, i numeri sono quelli che consentono di dire se un Comune è stato bene o male amministrato

Malo è una città sicura? Il tema sicurezza sta a cuore alla gente comune tanto quanto la sanità: come intenderà fare sentire ‘protetti’ i suoi concittadini?

“Malo è una città sicura ma con alcune criticità legate alla microcriminalità. Puntiamo quindi al potenziamento, in autonomia, del comando dei vigili, con la nomina di un nuovo comandante per ampliare l’orario di servizio nelle ore notturne, in sinergia con i carabinieri della locale stazione (cui costruiremo una nuova stazione o ristruttureremo la esistente).

Punteremo anche ad una forma di mutua assistenza di quartiere (così come sta avvenendo nel capoluogo con il beneplacito delle Forze dell’Ordine): niente ronde o vicini spioni, ma un semplice controllo e aiuto dei vicini di casa, che in questo momento per lo più sono completi estranei tra di loro”.

Che aria si respira in città, a poche ore dalle fine della campagna elettorale?

Senza dubbio un clima teso, che non favorisce il confronto tra le parti ma che oppone opposte tifoserie, soprattutto sui social. Questo non fa il bene della città. Chi vuole “farsi notare” deve adeguarsi a questo stile. Credo che chi ci ha seguiti sui social e nelle nostre riunioni elettorali abbia capito che questo non fa per noi. Io voglio parlare di come vedo Malo tra 10 o 20 anni, dell’ambiente, dell’infrastrutture che servono alla comunità, non di beghe personali, vecchi rancori che, a mio parere, hanno ampiamente stufato la popolazione, che in questo momento di difficoltà sanitaria ed economica vuole sapere dove vogliamo portare la nave del Comune ed essere sicuri che il comandante abbia le idee chiare. Certamente non è concesso “tirare a campare”. Serve coesione, professionalità e competenza, è quello che la gente vuole ed è quello che la mia Lista intende fornire. Serve, in definitiva, qualcuno in grado di gestire non solo l’ordinaria amministrazione ma lo straordinario (l’ignoto) e ritengo di avere le competenze e l’esperienza politico-amministrativa per poterlo fare. Stiamo attraversando un momento economico difficile ed i candidati ai ruoli amministrativi spesso ci ‘incantano’ con discorsi e comizi che nulla hanno a che fare spesso, con la vita reale di cittadini, che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Come vede il futuro e quali sono le sue proposte….

“Purtroppo la politica italiana ci ha abituati a campagne elettorali gridate. Fin dal momento in cui abbiamo cominciato a costruire la Lista e a scrivere il programma ci siamo chiesti se avremmo potuto ancora utilizzare i parametri e le modalità di fare politica che avevamo usato fino ad ora. Ci siamo risposti di NO perché a seguito dell’emergenza sanitaria è cambiato profondamente il nostro stile di vita, le nostre esigenze. È cambiato sotto il profilo sociale (soprattutto per giovani e anziani) con maggiori difficoltà a socializzare e dal punto di vista economico, perché tutti gli indicatori (e le associazioni di categoria locali lo confermano) dicono sarà un autunno-inverno difficile e non certo sotto l’aspetto climatico.

Il Comune, come sempre, è il primo scoglio dove l’onda del malessere andrà a sbattere per prima. Dobbiamo essere pronti a dare risposte, anche non convenzionali, serie e incisive, e faccio qualche esempio: per gli anziani la costruzione di un nuovo centro di aggregazione nell’ex asilo Rossato, la creazione di uno sportello anziani per quelle persone che sono rimaste tagliate fuori perché poco pratiche della tecnologia (lo sportello con operatore è scomparso ovunque, ormai solo call center e siti internet); per le famiglie: investimento nelle scuole paritarie perché tengano il passo, pur essendo no profit, delle scuole statali nell’adeguarsi ai sistemi di sicurezza per il covid cosi da garantire la massima capienza possibile, cosi che i genitori possano tornare al loro lavoro senza pensieri; per i giovani: creazione di una consulta dei giovani per evitare l’isolamento e renderli partecipi della vita del paese, creazione di luoghi di aggregazione (es spiaggetta) e messa a disposizione di borse di studio per i giovani che durante la crisi hanno perso il lavoro, cosi che si possano formare ed essere reinseriti il prima possibile nel mondo del lavoro.

C’è una Malo che tace, una Malo che ha paura di esprimere una opinione e quando propone un confronto tra i quattro candidati per conoscerli meglio viene censurata, come se non ci fosse spazio in paese per la libertà di pensiero. Lo si percepisce dai vari gruppi social, dove è addirittura vietato parlare di argomenti non graditi a certi personaggi. Non le sembra assurdo nel 2020 e nel civilissimo Veneto? Può prendersi l’impegno che se dovesse diventare sindaco, questo clima di tensione, che sfocia spesso nella paura, cesserà?

Se sarò eletto sarò il sindaco di tutti i cittadini di Malo, anche di quelli che non la pensano come me. Questa può essere banale come affermazione, ma io ci credo profondamente. Non di meno dobbiamo tutti tornare ad una normale dialettica, i social dovranno ritornare ad un ruolo fisiologico di spontanea affermazione delle proprie posizione, senza paura di essere minacciati o diffamati.

Sarà mio impegno intavolare un dialogo per risolvere alla radice i temi più spinosi ricordando a tutti che la libertà di espressione, quando non lede diritti altrui, è sacrosanta e rimane il sale della nostra democrazia.

N.B.

 

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