Dopo la serata di tensione scoppiata ieri a Schio, non perde tempo il sindaco Cristina Marigo nel commentare quanto accaduto. E’ il tono delle grandi occasioni, quando la misura è colma: “i disordini più gravi sono stati generati proprio da chi si presentava come presidio antifascista: per me possono scordarsi di venire ancora a Schio”, aggiunge, prendendo le distanze in modo netto da entrambe le manifestazioni: “Schio non è una tribuna per estremisti”. Non usa mezzi termini anche il questore di Vicenza, Francesco Zerilli che definisce quanto accaduto “un’azione aggressiva” e aggiorna il bilancio: 4 agenti feriti.

Indagini in corso
Sui responsabili dello scontro avvenuto ieri sera la Procura di Vicenza ha già aperto un fascicolo e le indagini sono in corso. Sia con le rilevanze degli operatori presenti ieri sera a Schio, sia con le numerose immagini della videosorveglianza. Su questo piano il questore Zerilli ha piena fiducia nel lavoro investigativo, ma non nasconde la sua posizione: “non è possibile pensare di impedire, usando la forza, ad altre persone di manifestare il proprio pensiero quando sono legalmente autorizzate-aggiunge-Non è possibile accettare questo”. Si alza, nel frattempo, il numero degli agenti rimasti feriti ieri sera nello scontro con il corteo antifascista: “sono 4” specifica il questore Francesco Zerilli, che aggiunge: “Noi siamo lì per far rispettare la legge, dispiace che uomini e donne dello Stato mettano a rischio la proprio incolumità per garantire che una manifestazione si svolga nel modo più pacifico. Quella di ieri sera è stata un’azione aggressiva”.

La ricostruzione degli eventi
“Entrambe le iniziative erano state preavvisate alla Questura e dunque sottoposte a prescrizioni molto precise, tra cui l’obbligo per i presidi antifascisti di rimanere in forma statica nella piazza indicata. Il dispositivo di sicurezza messo in campo dalla Questura è stato particolarmente significativo. Fin dal tardo pomeriggio, il centro città era presidiato da pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri, affiancate da un’unità mobile operativa giunta dal Reparto di Padova. A queste si sono aggiunti gli agenti del Reparto Mobile, una trentina di operatori, dieci agenti della Polizia locale oltre a ulteriori rinforzi, tra cui una decina di unità, destinati a intervenire in caso di criticità. Una presenza ampia e coordinata, pensata per prevenire ogni possibile contatto diretto tra i due gruppi e garantire il massimo livello di sicurezza durante l’intera serata- si legge nella nota stampa diffusa dal Comune di Schio-Nonostante ciò, una parte dei manifestanti del presidio antifascista ha abbandonato Piazza Rossi tentando di dirigersi verso Piazza Almerico, violando così le prescrizioni imposte dalla Questura e andando incontro allo sbarramento delle Forze dell’Ordine. Il tentativo di avvicinamento ha generato tensioni e spintoni, rendendo necessario l’intervento degli agenti per impedire lo scontro con i militanti di Forza Nuova, che nel frattempo stavano seguendo il percorso autorizzato”.
La condanna del sindaco
Marigo è categorica: “prendo le distanze in modo netto da entrambe le manifestazioni. Lo avevo già dichiarato ieri in consiglio comunale e lo ribadisco oggi: Schio non può e non deve essere trasformata in un’arena per scontri ideologici importati da fuori città. Non accetto che le nostre strade diventino il teatro di provocazioni, tensioni e contrapposizioni che nulla hanno a che fare con il tessuto civile e democratico della nostra comunità- commenta il sindaco Cristina Marigo– Ciò che colpisce e infastidisce maggiormente è che i disordini più gravi siano stati generati proprio da chi si presentava come presidio antifascista, ignorando le prescrizioni della Questura e cercando il contatto con l’altro gruppo. Mi chiedo come si concilia una manifestazione che si professa antifascista, con l’atteggiamento di chi nei fatti poi ha attuato una protesta violenta cercando lo scontro con gli altri manifestanti e scagliandosi sulla Polizia. Una volta identificate le persone che hanno cercato lo scontro, lanciando fumogeni e non rispettando le prescrizioni della questura, per me possono scordarsi di venire ancora a Schio– aggiunge ancora- Devo in ogni caso certamente ringraziare il questore, il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, del Reparto Mobile e della Polizia locale: il loro lavoro è stato decisivo per evitare contatti diretti e possibili feriti”.
Il giallo dei consiglieri
Intanto, mentre il centro viveva le tensioni degli scontri, a Palazzo Garbin era in corso il consiglio comunale. Alcune segnalazioni riferiscono della possibile presenza tra i manifestanti di consiglieri usciti dall’aula durante la seduta. Marigo non minimizza: “se venisse confermato che alcuni consiglieri abbiano abbandonato il consiglio comunale per unirsi alla manifestazione, valuterei questo comportamento molto grave. I rappresentanti istituzionali hanno il dovere di tutelare le istituzioni e la sicurezza pubblica, non di alimentare situazioni potenzialmente pericolose- conclude- Schio è una Città che rifiuta ogni estremismo, da qualunque parte provenga. Non permetteremo che venga usata come palcoscenico per battaglie ideologiche estranee al nostro territorio. La sicurezza non si difende con le provocazioni o con le contromanifestazioni fuori controllo, ma con il rispetto delle regole, il presidio delle istituzioni e il lavoro serio e quotidiano delle forze dell’ordine”.
P.V.
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