Con il decreto sulla dealcolazione, l’Italia “recupera un ritardo competitivo e può finalmente presidiare un mercato in forte crescita, come già fanno da anni Germania, Francia e Spagna”. Lo afferma Settimo Pizzolato, presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, commentando la nuova possibilità normativa che apre prospettive per le imprese italiane e del Veneto. La norma consente al settore vitivinicolo di rispondere a una domanda internazionale crescente di vini a basso contenuto alcolico e dealcolati, segmenti in forte espansione, soprattutto sui mercati extraeuropei. “Il modo di bere vino è cambiato- sottolinea Pizzolato- si sta superando un modello consolidato dal secondo dopoguerra, fatto di vini sempre più strutturati e alcolici. Questi continueranno ad avere un mercato, ma oggi si afferma una nuova fase: vini leggeri, aromatici e freschi, adatti a molteplici occasioni di consumo”. Il vino dealcolato è fatto a partire dall’uva, e mantiene profumo e gusto: “Non è un prodotto artificiale- spiega Pizzolato- grazie a macchinari innovativi e investimenti in tecnologia enologica, oggi è possibile rimuovere l’alcol senza perdere le caratteristiche sensoriali del vino”. L’Italia entra in questo segmento con un patrimonio di competenze enologiche e tecnologiche che può fare la differenza, valorizzando la qualità e l’identità dei prodotti. “Il settore ha tutte le carte in regola per conquistare quote di mercato significative a livello internazionale- aggiunge Pizzolato- i produttori italiani e in particolare del Veneto orientale, con il loro talento, sapranno creare qualità in una categoria dalle grandi potenzialità. Fondamentali saranno le scelte in vigneto, la gestione della vendemmia e ogni singola fase in cantina”.
Inoltre, continua Pizzolato, “sarà altrettanto importante il confronto continuo e lo spirito di squadra tra produttori, per condividere esperienze e garantire standard elevati per questi nuovi prodotti”. Il contesto internazionale resta segnato da tensioni e conflitti ancora aperti che influenzano la fiducia degli imprenditori e la capacità di pianificare investimenti di lungo periodo. La stabilità globale e la protezione dei valori democratici non possono essere date per scontate, e richiedono attenzione e responsabilità da parte di tutti gli attori economici. Ma Pizzolato predilige fiducia e ottimismo: “Nonostante queste sfide, il settore vitivinicolo italiano e veneto ha oggi la possibilità di trasformare l’innovazione normativa in nuove opportunità di mercato. Con competenza, tecnologia e qualità dei prodotti, le nostre imprese possono affrontare i cambiamenti dei consumi, consolidare la propria posizione internazionale e valorizzare i territori con fiducia e visione”.
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