“Zaia prova a ritagliarsi un ruolo nazionale dopo essere stato marginalizzato in Veneto nella sua stessa coalizione. Il suo nuovo ‘manifesto’ appare come un’operazione di immagine, non certo come una proposta politica credibile”. Sono le dichiarazioni del capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, Carlo Cunegato, che spiega: “L’autonomia resta il mito irraggiungibile che la Lega promette (e non realizza) da 35 anni, pur essendo stata al governo quasi ininterrottamente. In politica estera, Zaia parla di mediazione tra Europa e Usa mentre i governi sostenuti dalla Lega hanno accettato dazi, costi energetici insostenibili e un aumento della spesa militare che sottrae risorse ai servizi pubblici. Altro che equilibrio: è subalternità. Sulla sicurezza, Zaia critica ciò che la destra non ha fatto pur avendo guidato il Viminale per un quarto di secolo: tra il dire e il fare c’è di mezzo la Lega. E sui giovani, dopo 15 anni di governo regionale, scopre oggi che servono casa, lavoro e formazione, mentre il Veneto perde under 35 e non riesce ad attrarne. Le vicine Lombardia ed Emilia-Romagna hanno saldi migratori giovanili positivi, +114 mila e +82 mila ragazzi. Il Veneto ne perde 12 mila: un confronto impietoso”.
“Infine – conclude Cunegato – i diritti civili: Zaia si dice liberale, ma resta in un partito che ospita dirigenti misogini e omofobi e che osteggia sistematicamente ogni avanzamento sui temi etici. Non si può essere per i diritti e restare nella Lega”.
Forza Italia: Il vero centro destra è quello di Zaia”
Giorgio Mulè indica in Luca Zaia un interlocutore credibile per il futuro del paese e rilancia una visione liberale del centrodestra. In un’intervista al Foglio, il vicepresidente della Camera apprezza il “manifesto” dell’ex governatore veneto per l’approccio pragmatico e non ideologico su temi chiave come sanità, autonomia, sicurezza e diritti civili. “Zaia è una persona con cui si può ragionare pensando all’Italia dei prossimi vent’anni”, afferma Mulè, sottolineando come questa impostazione trovi forti punti di contatto anche con l’agenda del governatore calabrese Roberto Occhiuto.
Netta, invece, la distanza da Roberto Vannacci: per Mulè, “gli estremisti di destra hanno diritto di cittadinanza politica, ma sono fuori dal disegno di governo e di governabilità”. Il deputato di Forza Italia rivendica una destra “matura e aperta”, capace di superare slogan e contrapposizioni ideologiche, anche sui diritti civili, che definisce “una precondizione per leggere il presente”. Il centrodestra del futuro, conclude, è un “2.0” che valorizza le esperienze amministrative di successo e guarda oltre le scadenze elettorali. Con una battuta finale: l’unico vero appunto a Zaia resta l’aver dimenticato Palermo tra le città da citare
di Redazione AltovicentinOnline
Schiaffi simbolici nella Lega: Zaia contro Vannacci, la guerra per l’anima del partito
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