Il mercato vicentino dell’auto chiude il 2025  con un calo del 2,6% sull’anno  precedente. Lo rilevano le statistiche elaborate da UNRAE-Confcommercio, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, riferite alle immatricolazioni di autovetture e fuoristrada in provincia. Nel 2024 le vetture immatricolate in provincia furono 21.030; nell’anno appena concluso ci si è fermati a 20.482. Non è andato bene nemmeno dicembre, con un -7,7% di vetture immatricolate rispetto allo stesso mese del 2024, ovvero 123 veicoli in meno. Guarda al “bicchiere mezzo pieno” Vittorino Bisson, presidente dell’Associazione provinciale Concessionari ufficiali autoveicoli di Confcommercio: “Vicenza fa meglio della media regionale, che ha visto un calo del 3,33 % delle immatricolazioni nel raffronto tra i due anni, contenendo le perdite che in altri territori hanno raggiunto anche picchi del 7-8 per cento. Questo è un sintomo di resilienza e di stabilità economica del territorio – prosegue il presidente Bisson – che ci fa guardare con minore preoccupazione al nuovo anno. Certo, siamo consapevoli che i problemi ci sono e riguardano anche la difficoltà a far decollare la transizione verso l’elettrico”.
L’acquisto di vetture BEV (Battery Electric Vehicle) nel Vicentino ha avuto una crescita a fine anno grazie agli incentivi: se guardiamo al dicembre scorso, quando verosimilmente hanno cominciato ad essere immatricolate le auto acquistate grazie al bonus governativo, le vendite  di questi veicoli in provincia di Vicenza sono state pari a 149 unità, contro le 80 del dicembre 2024, più di quelle alimentate a gasolio che sono state 115 (contro le 160 di dicembre 2024), ma comunque meno di quelle a benzina arrivate a quota 295 (in calo drastico, comunque, su dicembre 2024, quando furono 444) e delle motorizzazioni ibride, con  794 veicoli immatricolati (sono stati 742 i veicoli venduti nel dicembre 2024). “A livello nazionale – commenta il presidente dei Concessionari auto aderenti a Confcommercio Vicenza – le vetture ricaricabili si fermano al 12,7% di immatricolazioni  nel totale annuo, suddivise equamente tra elettriche e “ibride plug in” ovvero “con la spina”. Nonostante la forte reattività agli incentivi per le auto BEV, insomma, il dato rimane ben lontano dalla media europea: il che significa che in Italia abbiamo perso un altro anno sul fronte della transizione energetica”.
E perché il mercato delle auto green possa far da traino alle immatricolazioni, secondo il presidente Bisson si deve puntare su interventi mirati in tema di fiscalità delle auto aziendali che possano incentivare l’acquisto di veicoli a emissioni zero, accelerando il ricambio del parco circolante, su uno sviluppo diffuso delle infrastrutture di ricarica elettrica e su tariffe di ricarica accessibili”.

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