“La chiamata per partecipare come tedofora nella staffetta della Fiamma Olimpica è stata inaspettata, perché avevo inviato la domanda da molto tempo”, racconta Chiara Mutta. “È stato molto emozionante farlo a Schio, nel territorio in cui abito e studio. Con un’altra persona di Santorso eravamo le uniche della zona; le altre persone sono venute da fuori. È stata una fortuna portare la Fiamma Olimpica proprio davanti alle scuole che frequento tutti i giorni”.
Una volta lì, tutto si è svolto velocemente: “I due minuti più veloci della mia vita”, sorride Chiara. “Con la torcia in mano devi camminare veloce. Ma sono stata molto orgogliosa di poter portare la Fiamma che rappresenta i miei valori e lancia un messaggio universale: lo spirito sportivo, ovviamente, ma anche il saper mettere da parte e risolvere i conflitti collaborando. È un messaggio difficile da mettere in atto in questo periodo storico”, riflette. “La Fiamma rimette al centro i giovani, per farli vivere in un ambiente sportivo sano. Ho ricevuto molti messaggi di persone della mia età che avrebbero voluto portare la fiaccola. Il messaggio della Fiamma Olimpica è per tutti noi”.
Le foto allegate sono dell’allenatore Daniele Baio e di @milanocortina2026.
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